
Rifondazione Comunista di Assisi cerca di rilanciare i temi che da sempre sono stati oggetto delle nostre battaglie politiche e che purtroppo in questi mesi sono più attuali e stringenti che mai.
La Scuola Pubblica sta subendo un attacco violento che sa di soluzione finale; ormai i dati si stanno ufficializzando e nemmeno i burocrati del Ministero potranno più smentirli.
Come per gli altri settori del mondo economico italiano, la precarietà è ufficialmente diventata la regola e non più l'eccezione del lavoro.
Giovani laureati e da anni incerti sul lavoro futuro da questo mese avranno "finalmente" la certezza che non lavoreranno più.
Nella sola nostra Regione più di 600 licenziamenti tra docenti e personale ATA per non menzionare gli accorpamenti delle classi con un relativo e naturale peggioramento dell'insegnamento e apprendimento dei nostri figli.
Si taglia con la scure in un settore evidentemente non ritenuto vitale e anzi di ostacolo allo sviluppo delle scuole private.
Questo ordine del giorno è già stato presentato in Consiglio Provinciale e in molti Comuni della Regione.
Pensiamo sia utile presentarlo anche ad Assisi, con la necessaria collaborazione, pensiamo anche dovuta vista l'importanza del tema, da parte della minoranza in Consiglio.
In nome non solo della Scuola Pubblica ma anche di quell'unità delle forze democratiche e progressiste che ad Assisi hanno più che mai necessità di collaborare.
“Difesa del sistema pubblico dell’istruzione contro i provvedimenti del Ministro Gelmini”
PREMESSO
CHE i provvedimenti e i tagli del ministro Gelmini rappresentano un attacco grave ed inaccettabile al sistema pubblico dell’istruzione e all’occupazione;
CHE lo smantellamento del sistema pubblico dell’istruzione nazionale perseguito scientemente dal governo va a ledere uno dei principi fondamentali della nostra costituzione, favorendo i privati e il ritorno ad una scuola classista;
RILEVATO
CHE il ministro Gelmini è riuscito in piena estate a determinare il più grande licenziamento di massa nella storia del nostro Paese che in tre anni riguarderà 150.000 precari;
CHE in Umbria 571 insegnanti e 221 lavoratori amministrativi e tecnico ausiliari perderanno il posto di lavoro a causa dei tagli previsti dal governo, con pesantissime ricadute sul fronte della riduzione del numero delle classi, sulla cancellazione di alcuni indirizzi di studio, sulle attività di integrazione dei bambini con handicap, sul tempo pieno fortemente ridimensionato, il tutto mentre nella nostra regione è previsto per l’anno 2009/2010 un incremento della popolazione scolastica di circa 2.000 unità;
CONSIDERATO
CHE i risultati concreti dei tagli voluti dal Ministro sono dunque i licenziamenti, la fine di un sistema nazionale d'istruzione, la messa in discussione del diritto all'apprendimento di qualità per tutti ;
RITENUTO
CHE le istituzioni locali debbano difendere l'occupazione, il sistema d'istruzione pubblico e i valori fondamentali della nostra carta costituzionale;
SI IMPEGNA IL SINDACO
- a sollecitare la Regione dell’Umbria affinchè questa questione diventi centrale nell’agenda politica del Presidente della Giunta Regionale.
- ad intervenire presso il Governo e il Parlamento chiedendo la riconferma di tutti gli insegnanti precari che nel 2008 hanno avuto una cattedra assegnata in via temporale annuale e la stabilizzazione per decreto di tutti i precari del mondo della scuola.


