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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


lunedì 20 aprile 2015

L'Umbria per un'altra Europa



Nasce anche in Umbria, in vista delle prossime elezioni regionali del 31 maggio, una lista autonoma dai poli tradizionali, "L'Umbria per un'altra Europa".
Dopo l'ottimo risultato delle elezioni europee in cui "L'Altra Europa con Tsipras" ottenne 3 eurodeputati, "L'Umbria per un'altra Europa" costituisce la naturale continuazione di quel progetto politico che mira ad unire la Sinistra italiana, contrastare l'austerità, recuperare tutti quei delusi dalla politica che si sono rifugiati o nella falsa speranza del Movimento 5 Stelle o peggio ancora nell'astensionismo ma soprattutto tutti coloro (la stragrande maggioranza del popolo italiano) che dalla crisi neoliberista hanno subito solo danni.
In un quadro regionale in cui abbiamo assistito al sostanziale fallimento della giunta Marini che invece è stata riproposta dal Pd e dai suoi cespugli, la candidatura del sindaco di centro destra di Assisi Claudio Ricci che negli ultimi 18 mesi ha completamente abbandonato la città serafica al suo destino intessendo una coalizione che si voleva ammantare di nuovismo e che invece alla fine ha raccolto addirittura i fascio-leghisti, l'unica vera e positiva novità è la lista "L'Umbria per un'altra Europa" che ha deciso di candidare il giovane (con grande esperienza nei movimenti politici) Michele Vecchietti.
La portata della sfida non sfugge ai partecipanti a questo grande disegno politico che si candida a governare l'Umbria con nuove idee basate sulla democrazia e la giustizia sociale.
Il Pd di Renzi ha ormai perso la seppur minima connotazione progressista: atti come il Jobs Act o le riforme costituzionali in essere, sposate in pieno anche dalla dirigenza umbra del Partito Democratico ormai divenuto una dependance del pensiero renziano che ha bisogno solo di yes man, fanno capire che il processo neocentrista ormai è definitivamente compiuto.
Ridare parola a tutti i cittadini è la missione della lista "L'Umbria per un'altra Europa" e con l'aiuto di un nuovo agire politico finalmente potremo dare un seguito alle parole.

domenica 15 marzo 2015

L'Altra Europa ad Assisi e alla assemblea regionale














L’Altra Europa – Umbria nasce da un processo partecipativo iniziato più di un anno fa dall’esigenza di costruire una nuova soggettività politica contro l’austerity. Con il motto “prima le persone” abbiamo affrontato le elezioni europee con un risultato straordinario per nulla scontato.


Il nostro cammino non si è fermato ma è proseguito: il coinvolgimento attivo di cittadini e cittadine, la nascita dei comitati territoriali, eventi, manifestazioni e assemblee locali, oggi tracciano le linee guida di un processo partecipativo che guarda alla costruzione a livello nazionale di una nuova soggettività della sinistra italiana, antiliberista ed egualitaria.
Convinti che si possa immaginare un’Umbria diversa a partire da politiche economiche, sociali e ambientali alternative a quelle finora portate avanti dalla giunta Marini, e distanti da quelle prospettate dalla destra di Ricci, abbiamo aperto tavoli di discussione sulle principali tematiche per noi prioritarie verso un cambiamento radicale dell’Umbria.
Lavoro, democrazia, ambiente, sanità, patrimonio, immigrazione e istruzione sono alcuni temi analizzati per trovare insieme proposte innovative per un nuovo modello economico e sociale umbro.
La crisi economica che investe il paese ha raggiunto nella nostra regione dati sconfortanti che certificano che l’attuale classe politica al governo dell’Umbria, sempre più ispirata ad una gestione consociativa della cosa pubblica, non è in grado di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Gli indicatori economici lo dimostrano in modo inequivocabile: aumentano la povertà, la disoccupazione, soprattutto giovanile, le ore di cassa integrazione; diminuiscono i redditi più che nel resto dell’Italia centro – settentrionale; calano i tassi di produttività, inferiori di molti punti rispetto alla media nazionale. Le possibilità di ripresa sono ancora più lente e improbabili di quelle nazionali, mentre le capacità di reazione delle istituzioni – segnate da una costante diminuzione di risorse – risultano tutte interne alle ideologie e alle politiche dominanti.
La Regione, insomma, è allo stremo. I mito dell’isola felice non esiste più. Le responsabilità dell’attuale amministrazione regionale, inadeguata e subalterna alle politiche nazionali del Governo Renzi, sono dunque oggettive. In Umbria le politiche di austerità hanno trovato terreno fertile per un colpevole disimpegno delle classi di governo: una Regione che continua a non giocare alcun ruolo rispetto ai tagli centrali ma che, anzi, è in piena continuità con le politiche di austerità, neo-accentratrici e autoritarie di Renzi.
E’ questo che motiva la scelta elettorale autonoma, fuori dalla coalizione di centro sinistra, dell’Altra Umbria. Una scelta che si pone come riferimento l’esperienza delle sinistre d’alternativa europee, a partire da quella di Syriza. In questo senso, le nostre scelte programmatiche hanno due cardini fondamentali: contribuire a un superamento dell’attuale centro sinistra e aiutare dalle istituzioni la costruzione di forme di democrazia organizzata sia a livello economico, politico e sociale, come risposta alla dissoluzione dell’attuale liquefazione della società regionale.
È il momento di voltare pagina e costruire un polo antiliberista e solidale, alternativo alle politiche renziane, per una regione diversa. All’Umbria della recessione, della subalternità, della disoccupazione, della precarietà, all’Umbria della crisi c’è un’alternativa, la cui costruzione passa per un piano regionale del lavoro contro la disoccupazione e la precarietà, per l’apertura di una nuova stagione di intervento pubblico nell’economia, di salvaguardia dei beni comuni, nella valorizzazione delle eccellenze produttive, nell’integrazione sociale e nella multiculturalità, nella tutela dei beni architettonici e ambientali, nella difesa della scuola pubblica e del diritto allo studio, per lo sviluppo di una nuova economia ecologicamente e socialmente orientata.
Vogliamo avanzare nella nostra regione un progetto politico ispirato a criteri di trasparenza, democraticità, progressività, sostenibilità, giustizia sociale, in netta discontinuità rispetto alla politica degli slogan ed alle logiche corporativistiche e accentratrici che la accompagnano e che sono lesive della credibilità, dell’adeguatezza, della democraticità dell’azione istituzionale.

martedì 10 marzo 2015

Prossimi impegni PRC Assisi



Rifondazione Comunista di Assisi venerdi 13 marzo alle ore 17,00 parteciperà all'incontro "Pace, diritti, migranti: quali politiche?" organizzato da l'Altra Europa Umbria alla Pro Loco di Santa Maria degli Angeli, primo passo per la creazione di un programma di governo alternativo in vista delle elezioni regionali del prossimo maggio.

La Direzione Nazionale del PRC ha deliberato, infatti, di non fare accordi con il PD (e quindi anche in Umbria soprattutto dopo il fallimento della giunta Marini) in quanto impegnato nella costituzione di un soggetto alternativo che si candidi a governare le regioni e l'Italia senza l'apparentamento con un partito come quello Democratico che, con il governo Renzi, ha definitivamente deciso di assecondare i dettami della Troika, cioè quelli dell'austerity e del massacro sociale a scapito di tutti i cittadini italiani ed europei.

Per questo parteciperemo anche all'Assemblea Regionale dell'Altra Europa sabato 14 marzo dalle ore 10,00 al Centro Mater Gratiae a Perugia.

La vittoria di Syriza in Grecia, i sondaggi che indicano come imminenti vincitori alle prossime elezioni politiche Podemos ed Izquierda Unida in Spagna e il Sinn Fein in Irlanda, tracciano uno scenario europeo totalmente differente e ci dicono che il vento anche in Italia può cambiare.

Per questo saremo anche a Roma sabato 28 marzo per la manifestazione nazionale indetta dalla FIOM contro le politiche anti-popolari e di destra del governo Renzi, che con il Jobs Act si conferma servo sciocco dei poteri forti che se ne infischiano della volontà popolare, proseguendo senza sosta verso le sue pseudo-riforme che ricordano molto da vicino, più che un'idea progressista, i dettami di confindustria, realizzando ciò che nemmeno i pessimi governi Berlusconi e Monti avevano mai immaginato di fare.



martedì 24 febbraio 2015

Trova le differenze


FEBBRAIO 2015


FEBBRAIO 2015


FEBBRAIO 2015


FEBBRAIO 2015


FEBBRAIO 2015


LUGLIO 2010


LUGLIO 2010


LUGLIO 2010


DICEMBRE 2010


DICEMBRE 2010


DICEMBRE 2010

TROVA LE DIFFERENZE TRA IL 2010 E IL 2015: NESSUNA! SONO PASSATI 55 MESI E ANCORA NIENTE!!!
VA BENE CHE I LAVORI SONO STATI FINALMENTE APPALTATI (DOVREBBERO...DOVREBBERO, RIPETIAMO DOVREBBERO PARTIRE AD APRILE...), VA BENE CHE E' COMPETENZA NON SOLO DEL COMUNE, VA BENE CHE ESISTE UNA DELIBERA DEL COMUNE DEL 2004....MA POSSIBILE CHE LE COSE STIANO ANCORA COSI', ANZI PEGGIORINO DI MESE IN MESE? 
PER NON PARLARE DELLE ALTRE FRAZIONI COME EVIDENZIATO DA ALTRI SITI DI CONTROINFORMAZIONE ASSISANI...SINDACO, TU CHE VUOI AMMINISTRARE ADDIRITTURA TUTTA L'UMBRIA, LO FARAI CON QUESTI RISULTATI???

venerdì 13 febbraio 2015

L'amore ha più colori




Salutiamo con favore la manifestazione che si svolgerà domani 14 febbraio in piazza del Comune ad Assisi organizzata dall'associazione Omphalos Arcigay Arcilesbica di Perugia, con il patrocinio del Comune di Assisi, atta a sottolineare come in Italia a tutt'oggi ancora non ci sia un riconoscimento per le coppie che non hanno diritti.
Qualcosa anche nel nostro Paese si sta muovendo come dimostra l'approvazione delle legge anti-omofobia, seppur ancora blanda ed incompleta, ma la reazione veemente avuta dalla parte più retriva del panorama politico italiano, la Lega Nord di Salvini e i vari Giovanardi o Ferrara fino ad alcuni consiglieri comunali di Assisi, ci fanno capire che forse la strada giusta è stata quanto meno intrapresa.
In tutto ciò alcune domande sorgerebbero spontanee: il Comune di Assisi sa a cosa ha dato il patrocinio? Come si concilia tale iniziativa con la mozione sulla famiglia naturale di qualche mese fa? E l'alleanza di Claudio Ricci con la Lega Nord di Salvini sempre in prima fila contro i migranti e gli omosessuali?
Domande le cui risposte lasciamo ad altri. 
Da parte nostra domani saremo in piazza per questa bella iniziativa per ribadire che l'amore ha più colori e chiedere con forza che finalmente, anche in Italia, ci sia il riconoscimento delle coppie di fatto e dei diritti di tutti coloro che non vogliano sposarsi con il rito cattolico.



lunedì 26 gennaio 2015

Sy...Syriza! (anche in Italia)



Le ragioni della Sinistra Antagonista ed antiliberista vincono in Grecia grazie a Syriza e all'opera del suo leader Alexis Tsipras.
Una grande gioia per chi come noi di Rifondazione Comunista ha da sempre creduto nel progetto della Sinistra Europea, coalizione internazionale di cui Syriza è un punto fermo, raggruppamento al parlamento di Strasburgo di cui fa parte anche il PRC.
Il trionfo elettorale di Syriza porta con sè tante speranze di cambiamento perchè è la vittoria di chi vuole far cessare i nefandi effetti delle folli politiche di austerità che fino ad oggi hanno massacrato il popolo greco (e quello europeo) e si pone come base per un radicale cambiamento della stessa Unione Europea, dando una grande carica politico-emotiva anche alle Sinistre di quei paesi, fra cui purtroppo l'Italia, che ancora stentano a comprendere la giusta via da intraprendere.
Non si tratta di salire sul carro dei vincitori (come stanno facendo squallidamente alcuni personaggi politici italiani che in comune con Tsipras non hanno nulla) ma di ricordare a tutti quelli che, magari storditi dalla diffusa disinformatia dei media italiani, non conoscono lo stretto rapporto politico fra il PRC e Syriza, che ha portato alla costituzione, insieme ad altri soggetti politici e sociali, della lista "L'altra Europa con Tsipras" alle scorse elezioni europee. 
"L'altra Europa con Tsipras" ha eletto 3 europarlamentari tra cui la compagna Eleonora Forenza, membro della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, insieme a Barbara Spinelli e a Curzio Maltese, rappresentanti della società civile ed espressione della larga coalizione politico-sociale che anche in Italia si sta cementando per fronteggiare le terribili politiche neoliberiste, logica alla quale è ormai soggetto anche il Partito Democratico.
Un ottimo viatico per cominciare al meglio il 2015, un anno che deve necessariamente costituire una svolta e un'alternativa di governo ormai non più rinviabile.



lunedì 3 novembre 2014

Mozione sulle cariche ai lavoratori AST di Terni


Proponiamo al Consiglio comunale di Assisi di approvare questa mozione urgente sul grave attacco ai lavoratori AST da parte delle forze dell'ordine il 29 ottobre a Roma mentre stavano pacificamente dimostrando il loro dissenso per la situazione di crisi in cui versa l'azienda ternana.


Mozione con richiesta di trattazione immediata avente per oggetto: condanna delle violenze subite dai lavoratori dell'AST da parte delle forze dell'ordine il 29 ottobre a Roma e richiesta di dimissioni del Ministro dell'Interno


Premesso che

In data 29 ottobre si è tenuto un presidio dei lavoratori dell'AST di Terni presso la sede dell'ambasciata della Repubblica Federale di Germania, sita a Roma in Piazza Indipendenza, al fine di portare la situazione della vertenza con la Thyssen Krupp all'attenzione del Governo tedesco;

A sostegno di tale protesta ed a riprova del suo carattere non violento, la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari e l'ufficio di presidenza del consiglio comunale di Terni sono stati convocati in quella stessa sede;

A seguito di un insoddisfacente incontro con la rappresentanza diplomatica dell'ambasciata tedesca da parte di una delegazione di lavoratori AST e di rappresentanti sindacali, i manifestanti si sono diretti in corteo verso il Ministero dello Sviluppo Economico, nel quale si era da poco concluso l'incontro tra la Ministra Federica Guidi, l'Amministratrice Delegata di AST, Lucia Morselli, e la sottosegretaria al lavoro, Teresa Bellanova, con l'intento di rappresentare le proprie istanze;

Nel corso del tragitto i manifestanti, all'altezza di Via Solferino, sono stati oggetto di una carica da parte delle forze dell'ordine, che ha determinato il ferimento di almeno 4 lavoratori ed alcuni dirigenti sindacali;

Considerato che

La carica di cui sono stati fatti vittima i manifestanti risulta del tutto immotivata ed ingiustificata, come dimostrato da numerose immagini e filmati, messi a disposizione da singoli e da organi di stampa e rapidamente diffusi tramite la rete, che certificano appunto il carattere pacifico del corteo dei lavoratori e l'assoluta gratuità della sua violenta interruzione da parte delle forze dell'ordine;

La nota diffusa dalla Questura di Roma, secondo cui si è resa necessaria un'azione definita “di contenimento” da parte delle forze dell'ordine a fronte del presunto tentativo di parte dei manifestanti di recarsi alla stazione Termini per bloccare il traffico, risulta pertanto palesemente infondata, sia rispetto alla natura e alla finalità del corteo, assolutamente omogeneo nel dirigersi verso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, sia rispetto all'evidenza dell'azione offensiva, e non certo contenitiva, delle forze dell'ordine;

Nonostante ciò il Ministro dell'Interno, nel riferire alla Camera in merito agli eventi, ha confermato la suddetta ricostruzione dei fatti, adducendo inoltre a giustificazione del mancato accoglimento immediato della richiesta dei manifestanti di dirigersi in corteo verso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, il concomitante svolgimento di altre manifestazioni di carattere sindacale, in particolare quella dei lavoratori della Jabil di Marcianise presso la sede del suddetto Ministero, che avrebbero determinato, secondo il Ministro, convergenze di difficile gestione sotto il profilo logistico e dell'ordine pubblico;

Le ulteriori argomentazioni addotte dal Ministro risultano anch'esse prive di riscontro, in quanto il corteo dei lavoratori AST in direzione del Ministero dello Sviluppo Economico e il successivo incontro tra questi ed i lavoratori della Jabil di Marcianise non ha determinato né difficoltà, né momenti di tensione, ad eccezione appunto di quelli unilateralmente prodotti dall'uso della forza pubblica presso Via Solferino;

Ritenuto che

L'inaccettabilità dell'uso della forza pubblica avutosi a Roma ai danni degli operai AST e l'infondatezza della ricostruzione dei fatti operata nelle ore immediatamente successive, si pongono in diretta continuità sia con le modalità che hanno determinato le cariche avvenute alla stazione ferroviaria di Terni lo scorso 5 giugno 2013, sia con l'opera di falsificazione della ricostruzione di quegli eventi da parte della Questura di Terni e del Ministero dell'Interno, che determinarono in particolare la radicale alterazione della natura e della provenienza dei colpi inferti al Sindaco di Terni;

Non è tollerabile ulteriormente il crescente uso intimidatorio e repressivo delle forze dell'ordine adottato dal Ministero dell'Interno in questi anni, specie nei confronti di proteste che, derivando dal peso di una crisi economica ben lontana dalla sua conclusione, dovrebbe indurre a modalità d'impiego delle forze dell'ordine ben diverse da quelle vigenti, anche nel rispetto della funzione e del lavoro degli operatori della pubblica sicurezza;


Il Consiglio comunale di Assisi

Esprime la propria ferma condanna delle violenze inferte ai lavoratori dell'AST di Terni nel corso del corteo di Roma dello scorso 29 ottobre e dissente, alla luce delle testimonianze dei presenti e delle prove immediatamente resesi disponibili, dalla ricostruzione dei fatti offerta dal Ministro dell'Interno;

Ritiene necessario che il Ministro dell'Interno, in ragione dell'inadeguatezza dimostrata nella gestione della pubblica sicurezza in occasione dei suddetti eventi e della non veridicità delle argomentazioni offerte a giustificazione dell'uso delle forze dell'ordine, rassegni le proprie dimissioni dall'incarico ricoperto;

Il Consiglio comunale di Assisi impegna il Sindaco

A trasmettere il presente atto alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti di Camera e Senato.