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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


martedì 14 ottobre 2014

Evo Morales, la vittoria del Socialismo del XXI secolo


Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta la splendida vittoria del Presidente Evo Morales, con più del 60% dei voti, che permette la sua rielezione alla guida dello Stato Plurinazionale della Bolivia.  Con una partecipazione di più dell’80% dei cittadini, Evo vince in otto dipartimenti su nove e nell’unico dove non vince,  cresce in maniera significativa.

La vittoria del primo Presidente che rappresenta i popoli originari dell’Abya Yala,  insieme a quella del suo Vice-Presidente, Alvaro García Linera, dimostra la validità di un processo rivoluzionario con autentiche radici indo-americane. Un processo che si consolida e che ha trasformato la Bolivia in un paradigma di emancipazione. Si rafforza il “socialismo della vita”, quello del 21° Secolo,  con al centro la filosofia del Vivir Bien, i diritti sociali e quelli della “Madre Terra” (la Pacha Mama), contro la logica dello sfruttamento capitalista.

Una vittoria di grande forza simbolica, ottenuta proprio il 12 Ottobre, data infausta per i popoli originari della “Patria Grande” latino-americana e caraibica.  La vittoria di un degno rappresentante dei popoli nativi,  ex-contadino  cocalero e sindacalista,  riscatta la lotte di resistenza dei popoli contro il colonialismo e l’imperialismo, che tanti danni hanno provocato al continente.

A nulla sono serviti i tentativi golpisti e la campagna di discredito messi in atto  dagli Stati Uniti e dalla destra interna contro il processo di trasformazione in atto.
Con questi otto anni di “governo dei movimenti sociali”,  il popolo boliviano ha iniziato a recuperare la sua dignità, lottando contro la povertà, ri-nazionalizzando l’energia, portando avanti programmi sociali in molti settori (educazione, trasporti, sport, salute, casa), contribuendo in maniera decisiva all’integrazione continentale.  Con Evo vincono i processi di emancipazione e di autodeterminazione dei popoli ed avanza la transizione dei Paesi dell’ALBA. Non a caso questa vittoria Evo l’ha dedicata a  Fidel Castro, allo scomparso Hugo Chávez ed a tutti i governi anticapitalisti ed antimperialisti.
Questa magnifica vittoria è  un’eccellente notizia anche per il nostro Partito, che riafferma la propria solidarietà con un processo di cambiamento che ci riempie di allegria e di forza per la nostra dura battaglia in Italia ed in Europa contro la barbarie capitalista.

lunedì 13 ottobre 2014

Flamini segretario regionale PRC



Venerdì 10 e sabato 11 ottobre si è tenuto presso la sala Baioletti in Via Campo di Marte a Perugia il V congresso regionale di Rifondazione comunista dell'Umbria. Il congresso ha visto la partecipazione di 48 delegati in rappresentanza dei congressi di federazione e delle mozioni nazionali. Il documento politico conclusivo presentato dalla maggioranza della commissione politica, che ha assunto la relazione introduttiva del segretario Della Vecchia, è stato approvato con 31 voti a favore e 5 contrari. Il documento contrapposto è stato respinto con 28 voti contrari e 4 favorevoli. Il congresso ha poi eletto i 40 componenti del Comitato politico regionale e i 5 componenti del Collegio regionale di Garanzia che si è subito riunito eleggendo come nuovo Presidente del Collegio Franco Cesario. Al termine del congresso si è riunito il comitato politico che ha eletto come segretario regionale Enrico Flamini con 28 voti a favore, 2 contrari, 2 bianche e una nulla.
La proposta di nuovo segretario regionale è stata avanzata da Luciano Della Vecchia: “Voglio intanto esprimere grande soddisfazione per il largo consenso che il congresso ha consegnato ad una linea politica chiara. Infatti abbiamo svolto un congresso di analisi su quanto è successo in Umbria negli ultimi anni con l’ambizione di offrire alla comunità una nostra lettura e proposte concrete per uscire dalla crisi. Per questo consideriamo strategico l’impegno per rafforzare l’esperienza de L’Altra Europa per unire davvero la sinistra, anche in Umbria. Vogliamo contribuire a costruire una sinistra autonoma capace di elaborare un progetto politico di proposte concrete. In questo senso la sinistra può e deve essere alternativa alle politiche di rigore e austerità e a chi politicamente le mette in campo. Insomma la sinistra in Umbria riparte dai contenuti e dalle mobilitazioni. Per questo, ho ritenuto che ci fossero le condizioni per proporre al partito un cambio nella guida regionale capace di dare continuità alla linea politica. Voglio ringraziare tutte le compagne e i compagni per la stima e l'affetto che mi sono stati dimostrati. Il mio non è un disimpegno, tutt'altro: è un atto politico che indica la possibilità di ridare credibilità ad una politica non fatta di interessi particolari. In questo senso ho avanzato la proposta di Enrico Flamini, un compagno che ha dimostrato negli anni capacità ed impegno per il rafforzamento del nostro partito e l'unità della sinistra”.
Il nuovo segretario Flamini ha dichiarato: «Voglio innanzitutto ringraziare Della Vecchia e le compagne e i compagni per la fiducia che mi è stata accordata in un momento così denso di responsabilità storica per il futuro e il presente del nostro partito e della sinistra. Della Vecchia ha lavorato bene e soprattutto è stato ed è protagonista nazionale della definizione della nostra linea politica. Per questo mi sento impegnato da subito ad interpretare al meglio le proposte uscite dal congresso, a partire dalla mobilitazioni sul lavoro con al centro il dramma delle acciaierie di Terni. Non solo. Parteciperemo alla Marcia della Pace del 19 ottobre e lavoreremo per il successo della manifestazione della Cgil del 25 ottobre contro il governo Renzi. Si tratta di lavorare per realizzare, nell'immediato futuro, la proposta politica dell'Altra Umbria: l'Umbria del lavoro, dell'ambiente, dei beni comuni, dei diritti, della democrazia, della pace. Inoltre sarà davvero decisiva la manifestazione nazionale de L'Altra Europa indetta per il 29 novembre. In questo senso pensiamo occorra rafforzare Rifondazione comunista dentro un processo di costruzione autonomo e alternativo della sinistra”.

martedì 30 settembre 2014

Immondo

 
 
Ci giunge questa segnalazione da un cittadino di Santa Maria degli Angeli che noi prontamente portiamo a conoscenza della stampa.
"Ecco la dimostrazione di come bene funziona il servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Assisi.
E putroppo non è la prima volta che, sotto casa, ci si ritrova con sacchi di immondizia abbandonati.
E questo a soli 300 metri dalla Porziuncola.
Non credo possa essere imputabile alla mancanza di fondi visto che le tariffe TARI sono state pressochè raddoppiate nell'ultimo biennio.
Il servizio però è sempre più scadente, come dimostrabile con dati di fatto!!"
Sempre più spesso i cittadini si lamentano delle problematiche della raccolta dei rifiuti legando di sovente questa non curanza alla scarsa presenza del sindaco Ricci sul territorio comunale, ora che è più che mai lanciato in tutti i borghi della regione alla ricerca di consensi per il suo sogno di diventare Presidente.
Tutto questo al di là dei dati sbandierati sulla raccolta differenziata e sulla pulizia delle strade assisane (topi, rifiuti non raccolti, erbacce sulle rotonde e, purtroppo tanto altro) cose che non sono decorose in nessuna città ma ancor di più in un luogo che fa del turismo la sua fonte di ricchezza.

venerdì 25 luglio 2014

Come volevasi dimostrare



Finalmente giustizia è fatta. 
Il Consiglio di Stato ha ristabilito ciò che altre corti ci avevano negato.
Come avevamo affermato per primi (http://rifondazionecomunistaassisi.blogspot.it/2011/07/sentenza-di-civilta-del-tar-di-roma-la.html) la giunta Ricci è palesemente anticostituzionale in quanto non presenta al suo interno una giusta ripartizione di genere (5 assessori di sesso maschile, zero di sesso femminile).
Tutto qui, nessuna strumentalizzazione politica.
Di politico c'era solo la cecità dimostrata dal sindaco e dalla sua maggioranza, il loro persistere nell'errore, la loro spocchia dopo la prima vittoria di Pirro.
Come avevamo sempre detto, prima o poi (ci sono voluti giusto 3 anni) la Giustizia ci avrebbe dato ragione, ed è ciò che è avvenuto (finalmente).
Chi ha sperperato denaro pubblico per una difesa ad oltranza cocciuta e senza via di uscita è stato condannato al risarcimento dei danni.
Era una battaglia di principio e di diritti negati; era una strada obbligata per chi come noi ancora si ostina a credere nella legalità.
E avevamo ragione, noi si, ad essere cocciuti e risoluti.
Come volevasi dimostrare.



mercoledì 11 giugno 2014

Berlinguer ti vorremo sempre bene


30 anni fa moriva uno dei più grandi statisti della storia d'Italia, Enrico Berlinguer.
Ricordarlo è un dovere per ogni sincero progressista, senza scordare certo le contraddizioni del suo PCI e tutti gli avvenimenti che caratterizzarono quel travagliato periodo della storia italiana.
La scelta coraggiosa dell'eurocomunismo, la teoria del compromesso storico per realizzare il tentativo governativo, le tante lotte e pure le sconfitte con Berlinguer avevano un minimo comun denominatore: la questione morale.
Il leader sardo con le sue parole ma soprattutto con il suo integerrimo operato è a tutt'oggi un faro per la moralità nella politica mondiale e non solo se paragonato alle vicende di miseria umana che hanno distinto la nostra povera nazione, da tangentopoli allo scandalo Mose, ma proprio per il suo stile e il suo insegnamento.
Ogni buon cittadino dovrebbe avere nostalgia per tali Politici; senso del dovere e dello stato, il sentire la Politica come una missione e non un tentativo di arricchimento personale, la ferma volontà di cambiare le ingiustizie della società capitalista.
Questo era Enrico Berlinguer, questa è l'eredità che ci ha tramandato, questo il senso della sua vita.
Onorarlo oggi 11 giugno come esattamente 30 anni fa serve a cercare di tramandare alle giovani generazioni, senza futuro e senza ideali, la speranza per credere in un avvenire migliore, equo e senza soprusi.
In un paese dalla memoria corta e dai facili entusiasmi per i "salvatori della patria" pret-à-porter, è obbligatorio parlare di un vero uomo di Sinistra che senza fare istrionico sapeva parlare al cuore della sua gente donando una speranza in più.
Ciao, oggi come ieri il tuo ricordo è e sarà sempre nei nostri cuori.

venerdì 6 giugno 2014

Benvenuto Abu


Dare la cittadinanza onoraria ad Abu Mazen è un gesto molto nobile ed opportuno per una città come Assisi internazionalmente riconosciuta come faro mondiale della pace, del dialogo e della tolleranza.
Quali siano gli scopi del sindaco non ci interessano, propaganda o meno, fatto sta che tale evento concede visibilità ad un annoso problema internazionale che noi come Comunisti sentiamo molto vicino.
La stessa onoreficenza lo scorso anno fu attribuita al leader israeliano Perez e ciò sollevò alcuni dubbi, in molti di noi progressisti, sull'opportunità di "premiare" un ex governante di un paese che spesso si è comportato (e si comporta) da oppressore nei confronti del popolo palestinese, pur riconoscendo la differenza tra l'operato del politico laburista paragonato alle sevizie fatte da altri capi di stato per lo più conservatori.
Questo conferimento di cittadinanza ci da l'occasione per ribadire la nostra posizione per una vera e giusta risoluzione del conflitto israelo-palestinese: due popoli e due stati.
Basta con le ambiguità dovute al tornaconto economico, basta con il sionismo e con il fondamentalismo religioso dell'una e dell'altra parte, considerando comunque che il coltello dalla parte del manico in medio oriente ce l'ha sempre e solo lo stato di Israele.
La comunità internazionale deve riconoscere e promuovere fin da subito una risoluzione che faccia nascere davvero lo stato di Palestina, indipendente e con tutti i territori di sua competenza, senza spezzettature e continui check point israeliani.
Se questa cittadinanza portasse a qualche minimo risultato in più alla causa palestinese e a quelle della pace, per una volta potremmo anche soprassedere alla vanagloria di un sindaco di provincia e alle sue piccole forzature dello statuto comunale.
Nel frattempo diano il nostro più caro benvenuto al nostro neo concittadino Abu Mazen.

lunedì 2 giugno 2014

Lettera agli iscritti PRC





Care compagne e cari compagni,
desideriamo ringraziarvi per il generoso impegno militante che avete dato nei mesi e nelle settimane scorse per la lista L'Altra Europa con Tsipras: se siamo riusciti a raccogliere le firme necessarie e poi a superare la soglia dello sbarramento, è stato grazie soprattutto all’impegno nei territori. Siamo stati oggetto di una vergognosa censura mediatica e solo i volantinaggi, i comizi e le iniziative nei territori hanno fatto sì che la lista fosse conosciuta tra le elettrici e gli elettori.

Dopo sei lunghi anni la sinistra di alternativa riesce a superare la soglia di sbarramento e torna ad eleggere senza alcuna alleanza ed in alternativa al Partito Democratico. Abbiamo ottenuto un’inversione di tendenza che apre prospettive importanti per la ricostruzione di un campo di forze che ridia alla sinistra peso e credibilità per il cambiamento necessario in Italia come in Europa.

La nostra determinazione e la nostra resistenza, il nostro rifiuto di accodarci ad una politica moderata e a scelte compromissorie - che taluni hanno scambiato per testardaggine - sono state premiate e le sconfitte di ieri hanno reso possibile il risultato di oggi. E’ stato premiato anche il nostro lavoro fatto con lungimiranza a livello europeo, dapprima tenendo a battesimo a Roma il Partito della Sinistra Europea e poi operando per il suo sviluppo. E’ del tutto evidente che il legame internazionale della lista “l'altra Europa con Tsipras” è stata la cifra politica che ha permesso il raggiungimento del risultato e ha contribuito a impedire che la tenaglia bipolare si chiudesse ancora una volta su di noi. Abbiamo perseguito la ricomposizione della sinistra di alternativa sin da quando abbiamo avanzato, per primi in Europa, la candidatura a Presidente della Commissione Europea di Alexis Tsipras e abbiamo contribuito con la giusta determinazione e la pazienza necessaria affinché una proposta in cui erano e sono presenti identità, culture politiche e provenienze diverse potesse essere offerta al Paese. Con la stessa determinazione, lungimiranza, assenza di settarismo dobbiamo lavorare oggi per consolidare questo importante risultato.

Vi ringraziamo per il lavoro svolto a sostegno delle candidate e dei candidati espressi dal nostro partito all'interno della lista: se possiamo festeggiare e salutare con soddisfazione gli ottimi risultati ottenuti in particolare dalla compagna Eleonora Forenza e dal compagno Fabio Amato – oltre al buon risultato delle altre candidature che abbiamo proposto - è anche perché tante e tanti di noi hanno dato piena attuazione alle indicazioni stabilite democraticamente nelle nostre sedi decisionali.

Il compito politico che è davanti a noi ora è quello di utilizzare il successo elettorale al fine di costruire la Syriza italiana. Come deciso nel Congresso, vogliamo costruire un polo della sinistra italiana, collegato alla Sinistra Europea, in grado di prefigurare una alternativa di sinistra alla crisi.

In questo progetto Rifondazione Comunista ha e deve avere un ruolo fondamentale: è il progetto politico che perseguiamo da molti anni e dobbiamo lavorarci con la generosità e la determinazione che ci contraddistinguono. Avanziamo questa proposta nella piena consapevolezza che il PD non ha alcun carattere di sinistra né di centro sinistra e che l’unica proposta politica di sinistra in Europa è la Sinistra Europea e in Italia lo siamo noi insieme all’Altra Europa con Tsipras. Per tutto ciò c'è bisogno di Rifondazione Comunista: ovvero di una forza politica che si ponga l’obiettivo di collegare - attorno all’obiettivo dell’uscita dal capitalismo in crisi - le lotte e le istanze di cambiamento e di liberazione che nascono, crescono e si coagulano nella società. Anche per questo, dobbiamo agire affinché Rifondazione sia più efficace e radicata nella società e nei conflitti.

Questa volta ricominciamo da 4!

Un caro saluto
La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista