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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


martedì 19 novembre 2013

IX CONGRESSO DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


Si stanno svolgendo in questi giorni i congressi locali del Partito della Rifondazione Comunista.
Un Partito colpito dall'esito delle elezioni politiche dello scorso febbraio ma ancora vivo e propositivo, con migliaia di militanti sparsi in tutto il territorio nazionale che si stanno confrontando sul come far uscire dal pantano non solo il PRC ma tutta la Sinistra italiana, schiacciata dai populismi e dalle tentazioni leaderistiche da una parte e dalla disaffezione alla res pubblica dall'altra.
Le mozioni in campo sono tre:
http://www2.rifondazione.it/primapagina/?page_id=7870 con questo link si può accedere ai tre documenti congressuali.

I risultati parziali ed in divenire del IX congresso possono essere consultati presso i seguenti link:



Entro fine novembre dovranno svolgersi i Congressi Provinciali per poi arrivare al Congresso Nazionale che quest'anno sarà celebrato nella nostra Umbria, presso il centro congressi 4 Torri di Corciano il 6, il 7 e l'8 dicembre.
Anche ad Assisi si è tenuto il congresso che ha avuto come esito la vittoria all'unanimità della prima mozione congressuale (8 voti).
Nelle prossime settimane verrà eletto il consiglio direttivo del Circolo e il Segretario/a che avrà l'arduo compito di rilanciare il PRC anche in vista delle prossime scadenze elettorali e delle prossime, importantissime, elezioni amministrative di Assisi.


lunedì 7 ottobre 2013

Costituzione: la via Maestra, 12 ottobre a Roma


Al perdurare della crisi economica, sociale e politica del nostro paese tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti e il futuro dell'Italia devono interrogarsi su come poter uscire fuori da questo sconfortante pantano.
Molte personalità della nostra società si sono chieste quale può essere il faro che può indicare la via giusta da intraprendere e la risposta è stata una: la Costituzione della Repubblica Italiana, una delle più moderne e belle del mondo.
Ripartire dalla Costituzione non significa essere dei conservatori o dei nostalgici. 
La nostra Costituzione non solo è attuale ma ha in sé tutti gli anticorpi per superare questa situazione di crisi permanente in cui siamo invischiati tutti noi.
Tutti coloro i quali, strumentalmente e per interessi personali e giochi di potere, stanno cercando di spacciare la nostra Costituzione come un freno all'economia e che continuamente dipingono le Istituzioni come orpelli inutili e corrotti sono gli stessi che vogliono farci credere che la crisi si superi con le medesime ricette che l'hanno provocata e che vuol convincerci che le sofferenze delle famiglie e dei lavoratori siano un passaggio obbligato per avere benessere.
Nascono così governi che fanno dei diktat delle banche e dei poteri finanziari il loro unico scopo come se fosse ormai deciso il definitivo tramonto della stagione della democrazia e che si sia entrati nell’epoca delle decisioni ineludibili basate sulla tecnocrazia sfrenatamente neoliberista.
Difendere la Costituzione non vuol dire essere legati ad un passato ormai remoto, ma significa e significherà rilanciare la sua ratio e applicarla appieno per un futuro più giusto che vada incontro alle vere esigenze dei cittadini: solidarietà, lotta alla corruzione, dignità del lavoro.
Come dimostrano le vittorie ottenute nei referendum sui beni comuni, i princìpi della Costituzione sono ben saldi nella società civile e in alcune parti politiche del nostro paese. Non è dunque vero che sia tutto immobile o che la via verso uno svuotamento della nostra storia sia definitiva.
È vero che le forze che si richiamano a questi ideali, tutt’altro che marginali, sono slegate tra loro e si muovono in maniera sfilacciata ed inconcludente.
Da tutte queste considerazioni Don Luigi Ciotti, Lorenza Carlassare, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky hanno deciso di concepire un appello a cui migliaia di persone stanno rispondendo positivamente e che culmineranno sabato 12 ottobre in una Manifestazione nazionale a Roma che si chiamerà “Costituzione: la Via Maestra”.
Il Partito della Rifondazione Comunista di Assisi ha ovviamente aderito e partirà alla volta della capitale per manifestare la propria convinta partecipazione all’evento.
Chiunque volesse aderire partendo dal luogo più consono alle proprie esigenze può chiamare i numeri di telefono che troverete qui di seguito:
·        Pullman n.1 ore 10,00 parcheggio MiniMetrò Pian di Massiano Perugia   telefonare al 347/5745234;
·        Pullman n.2 ore 9,00 parcheggio stadio Città di Castello – ore 9,30 parcheggio Coop Umbertide – ore 10,00 parcheggio mercato Ponte San Giovanni – ore 10,30 parcheggio metano Marsciano – ore 10,45 parcheggio Ip Todi telefonare al 329/4403017;
·        Pullman n.3 ore parcheggio ore 9,30 Coop Gubbio – ore 10,00 piazza del mercato Gualdo Tadino – ore 10,45 parcheggio Cgil Foligno – ore 11,15 hotel Agip Spoleto telefonare al 333/7190702;
·        Pullman n.4 ore 9,30 piazzone Magione – ore 9,45 ex Sai Passignano – ore 10,00 ex Volante In Tuoro telefonare al 348/2868062.

lunedì 9 settembre 2013

Ordine del giorno contro la guerra in Siria



Il Circolo PRC "Peppino Impastato" di Assisi propone al consiglio comunale di Assisi il seguente ordine del giorno:

 CONTRO LA GUERRA IN SIRIA
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ASSISI


Premesso che:



l’art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, ripetutamente calpestato, recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”;
la crisi economica ha acuito i contrasti accentuando la lotta per il controllo delle materie prime, dei mercati e delle zone d’influenza strategiche e la guerra commerciale si appresta a diventare guerra militare.

Considerato che:

risultano di dubbia fondatezza le argomentazioni utilizzate in queste ore dal governo USA e della Gran Bretagna per giustificare un intervento armato: in merito all’utilizzo di armi chimiche e di distruzione dei massa da parte del regime di Assad, le dichiarazioni rese da Carla del Ponte, membro della commissione d’indagine sulla violazione dei diritti umani in Siria, non lasciano infatti dubbi. Alla televisione svizzera il magistrato ha dichiarato che “È evidente che il sarin, un gas nervino paralizzante, è stato usato dai guerriglieri dell’opposizione”, sottolineando come “La commissione d’esperti non ha trovato prove che le truppe governative abbiano usato armi chimiche”;
dai satelliti russi invece sono state rilevate le foto, consegnate alle Nazioni Unite, che testimoniano il lancio di missili armati con testate chimiche da parte dei ribelli che si oppongono al regime, vicini alle organizzazioni estremistiche islamiche e ad Al Quaeda.
L’attuale tragica situazione in Siria è anche il prodotto della violazione dell’embargo sulle armi operato dai Paesi produttori a cominciare dall’Italia che risulta essere il primo Paese europeo venditore di armi alla Siria;

Consapevole che:

alla base delle proteste popolari in Siria forte impatto hanno avuto le politiche liberiste in economia adottate dal 2005 dal governo siriano. Queste hanno prodotto un aumento della polarizzazione sociale, la crescita dell’emarginazione nelle periferie di Damasco e il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione. Ma la legittima, anche intransigente, domanda di progresso sociale ed economico, di giustizia, di lotta contro sistema nepotista e autoritario del regime di Assad, non può essere confusa con il sostegno alle politiche populiste e terroristiche di chi progetta di insediare in Siria un grande emirato su base islamico estremistica.

Allarmato:

dal precipitare della situazione con il rischio che una vera e propria aggressione alla Siria inneschi un conflitto globale, con il coinvolgimento di Israele, Turchia Iran, con coinvolgimento anche del nostro Paese, che potrebbe, anche senza il mandato ONU, diventare territorio per le azioni militari e quindi conseguentemente bersaglio.
Ricordando inoltre che il nostro Paese è impegnato con 1200 militari nella missione Unifil in Libano in funzione di cuscinetto tra Israele ed Hezbollah e che l’attacco alla Siria, avendo gravi conseguenze anche sul Libano, rischia di coinvolgere direttamente il nostro contingente in probabili scontri armati o ritorsioni .Sullo sfondo restano insoluti da tempo questione decisive per quest’area come il diritto del popolo palestinese alla propria terra e il diritto del popolo Kurdo al riconoscimento di un proprio status.
Esprime:

l’assoluta contrarietà all'intervento militare in Siria e chiede il rispetto da parte del Governo italiano dell’art. 11 della Costituzione, sollecitando l’assunzione di misure che evitino il coinvolgimento sul piano militare e logistico del nostro territorio, compreso il divieto di sorvolo e di movimentazione di merci, soldati, armamenti, nonché il divieto di utilizzo della basi militari Nato e Usa presenti nel nostro territorio per azioni militari e di supporto alla guerra in Siria 

Dà mandato alla Giunta 

nel rispetto dei valori di pace, di ripudio della guerra, del diritto alla sovranità nazionale e dei popoli, di intervenire presso il Governo Italiano affinché si pronunci contro la guerra in modo chiaro e si faccia promotore di una azione internazionale politico-diplomatica per favorire una soluzione negoziata del conflitto, a partire da un forte intervento umanitario a sostegno delle popolazioni che necessitano di generi alimentari, di cure mediche, di alloggi, di scolarizzazione, di assistenza agli anziani.


Domenica referendaria








Continua anche ad Assisi la raccolta firme per la campagna referendaria " Cambiamo noi " sostenuta localmente dal Circolo Bellaciao di Sinistra Ecologia Libertà, dal Circolo Peppino Impastato del Partito della Rifondazione Comunista e dalla Lista civica Buongiorno Assisi. Il prossimo appuntamento per poter firmare i cinque referendum è domenica 8 settembre 2013, dalle 10,30 alle 13, in piazza del Comune.

Mentre gran parte della politica e i partiti che sostengono il governo Letta sono immobili e paralizzati, noi ci muoviamo. Praticando e attivando la vita democratica di un Paese che non ha quasi mai avuto riforme vere se non quelle che il popolo italiano spesso ha imposto con i referendum.

Pur sapendo bene che l'attenzione dei cittadini è concentrata giustamente sui temi della disastrosa crisi economica e sociale che sta devastando  il Paese  e che le priorità rimangono quelle del lavoro che non c'è, delle vecchie e nuove povertà che stanno aumentando sempre di più, del forte disagio giovanile di intere generazioni ormai senza futuro, riteniamo che le lotte per la giustizia sociale e quelle per ottenere più diritti civili debbano sempre restare in forte connessione.

Come nella migliore tradizione della sinistra.

I cinque quesiti referendari riguardano:

1-2) Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno dei migranti. Per eliminare il reato di clandestinità, un reato aberrante che punisce una condizione anziché una condotta e per cancellare quelle leggi che incidono sulla clandestinizzazione e precarizzazione dei lavoratori migranti. 

3) Divorzio breve: per togliere i tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio. Vogliamo che si diminuisca il carico sociale e giudiziario che grava sui cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti.

4) Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille: per restituire ai cittadini l'effettiva possibilità di decidere. La quota relativa alle scelte non espresse sull’8xMille (attualmente più del 50% del totale, circa 600 milioni di euro l’anno, ridistribuita alle confessioni religiose) deve rimanere in capo al bilancio generale dello Stato a sostegno del lavoro e dell’economia.

5) Niente carcere per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti: per eliminare quelle norme che riempiono le carceri di consumatori. Vogliamo - essendo impossibile una vera legalizzazione, a causa di convenzioni internazionali stipulate dall’Italia - che sia evitata la pena detentiva per fatti di modesta entità, mentre resterebbe la sanzione penale pecuniaria.

Ad Assisi si può firmare anche in comune (orari ufficio: 8-14 dal lunedi al venerdi; nel pomeriggio di martedi e giovedi dalle 15 alle 18).
A santa Maria degli Angeli presso la delegazione comunale (orari ufficio: 8,30-12,30 dal lunedi al venerdi; nel pomeriggio di martedi e giovedi dalle 15,30 alle 17,30)

Ulteriori informazioni sui sito web:

venerdì 16 agosto 2013

In merito al PRG di Assisi...



Minacciare continuamente il ricorso alla querela non servirà al sindaco a spaventare coloro che legittimamente cercano di tutelare e quanto meno di informare la cittadinanza su di un argomento così importante come il piano regolatore.
Detto poi da chi aveva stigmatizzato il ricorso (legittimo) fatto dalle opposizioni sulle quote di genere ritenendolo uno spostamento della battaglia politica nelle aule giudiziarie (refrain tanto caro al caudillo di arcore, capo di Ricci & c., che in questi giorni pare avere avuto finalmente ciò che si merita), la minaccia suona ancora più abnorme.
Il movimento 5 stelle con la sua ottima interpellanza parlamentare non ha fatto altro che cercare di portare a livello nazionale quello che molti cittadini di Assisi ormai da mesi si chiedono.
I numerosi comitati, sorti ad Assisi e nelle frazioni, in difesa del territorio non sono piovuti da marte ma evidentemente nascono da cittadini che sentono che qualcosa non va o comunque cercano di vigilare affinchè tutto sia fatto nella massima correttezza e trasparenza.
Ruolo che hanno anche i Partiti e i Movimenti politici.

Noi di Rifondazione Comunista di Assisi da sempre siamo attenti su questi temi e sempre appoggeremo tutti quei Movimenti e partiti che hanno in comune con noi più di una battaglia, sul piano ambientale, sullo sfruttamento del territorio, sui rifiuti zero (abbiamo fatto una raccolta firme in queste settimane) e sui diritti civili e siamo pertanto disposti a collaborare con chiunque abbia a cuore, come noi, l’interesse della cittadinanza.

martedì 9 luglio 2013

Mozione per i precari della scuola


Proponiamo al consiglio comunale la seguente mozione

Considerato che

  • davanti al TAR del Lazio è pendente un ricorso contro il provvedimento di determinazione degli organici del personale scolastico per l'a.s. 2011/2012;
  • il TAR del Lazio ha già accolto i ricorsi proposti da genitori, docenti e da alcuni Enti locali (Provincia di Roma, Provincia Vibo Valentia, Comune di Fiesole, Imola, ecc.) per i tagli agli organici relativi agli aa.ss. 2009-10 2010-11; le sentenze del TAR sono state confermate dal Consiglio di Stato con decisione  del 30 luglio 2011 che ha pertanto stabilito che l’allora Ministra Gelmini ha proceduto in modo illegittimo, omettendo anzitutto l'acquisizione del parere obbligatorio  della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali;
  • con analogo procedimento illegittimo la Gelmini ha provveduto anche per i tagli agli organici relativi all'a.s. 2011-12, disponendo detti tagli sulla base di uno schema di decreto interministeriale, mentre avrebbe dovuto adottare un formale decreto, dopo aver acquisito il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali;
  • dopo la suddetta decisione del Consiglio di Stato e quando già i tagli erano stati effettuati,   con tutti i conseguenti effetti negativi per la scuola, l’allora Ministra Gelmini ha chiesto alla Conferenza Unificata il prescritto  parere. La Conferenza Unificata ha espresso un parere negativo, sollecitando però  l'avvio di un tavolo di confronto “ai fini di pervenire ad una proposta concerta”. È evidente però che  la ex Ministra Gelmini aveva chiesto  il parere della Conferenza Unificata al solo scopo di “sanare “ formalmente i tagli che aveva già effettuato in modo illegittimo; di conseguenza non ha tenuto conto di tale proposta istruttoria della Conferenza Unificata ed ha proceduto a formalizzare il decreto interministeriale che, secondo le norme vigenti, avrebbe dovuto adottare prima di effettuare i tagli;

ritenuto che il comportamento  della ex Ministra Gelmini - che ha vanificato il ruolo della Conferenza Unificata, riducendo  l'acquisizione del parere  della Conferenza stessa ad  un  mero adempimento formale di nessuna rilevanza - sia di particolare gravità, sotto il profilo giuridico e politico;
rilevato che la determinazione degli organici 2011-12  è stata effettuata, di fatto, addirittura sei mesi prima  della formale adozione del decreto di determinazione dei relativi criteri;

Tutto ciò valutato, il Consiglio

impegna la Giunta a costituirsi ad adiuvandum nel giudizio pendente davanti al TAR del Lazio contro il provvedimento di determinazione degli organici del personale scolastico per l'a.s. 2011/2012, al fine sia di salvaguardare il ruolo istituzionale delle Regioni e degli Enti Locali , palesemente vanificato dal comportamento della ex Ministra Gelmini, sia di impedire il consolidamento dei tagli agli organici del personale della scuola, che stanno compromettendo la funzionalità e la stessa funzione costituzionale del sistema scolastico.


giovedì 4 luglio 2013

Il pifferaio magico




Le cahiers de doléances sull'operato della giunta Ricci si arricchisce di un nuovo capitolo: il ritiro della candidatura congiunta con Perugia a città europea 2019 di Assisi in quanto il regolamento internazionale per la scelta del luogo deputato prevede che si possa candidare una sola città.
Quando in consiglio comunale, più volte, lo ribadivamo insieme ai nostri rappresentanti Carlo Cianetti e Paolo Marcucci ci si diceva che eravamo strumentali, che facevamo demagogia, che non volevamo il bene della città.
Come sulle quote rosa, come sull'Imu, come sulla questione della piazza di S.Francesco sul Puc e sul Prg.
Noi i cattivi, loro i buoni.
Sempre e comunque.
La verità è che di strumentale c'è solo il piffero che Ricci e i suoi accoliti suonano ai cittadini assisiati da anni. 
A colpi di osservazioni, incarichi, scaricando sempre e solo la colpa, quando qualcosa non va, sulle scelte del governo e della spending rewiew (comunque logica conseguenza delle politiche di austerity elaborate da parti politiche a loro più che vicine...).
Ora questo nuovo smacco viene dipinto come un piccolo incidente di percorso mentre il vero risultato che si voleva conseguire è stato ottenuto: avere un (falso) fiore all'occhiello durante la campagna elettorale.
Bene così pifferaio, continua a suonare!