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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


venerdì 6 giugno 2014

Benvenuto Abu


Dare la cittadinanza onoraria ad Abu Mazen è un gesto molto nobile ed opportuno per una città come Assisi internazionalmente riconosciuta come faro mondiale della pace, del dialogo e della tolleranza.
Quali siano gli scopi del sindaco non ci interessano, propaganda o meno, fatto sta che tale evento concede visibilità ad un annoso problema internazionale che noi come Comunisti sentiamo molto vicino.
La stessa onoreficenza lo scorso anno fu attribuita al leader israeliano Perez e ciò sollevò alcuni dubbi, in molti di noi progressisti, sull'opportunità di "premiare" un ex governante di un paese che spesso si è comportato (e si comporta) da oppressore nei confronti del popolo palestinese, pur riconoscendo la differenza tra l'operato del politico laburista paragonato alle sevizie fatte da altri capi di stato per lo più conservatori.
Questo conferimento di cittadinanza ci da l'occasione per ribadire la nostra posizione per una vera e giusta risoluzione del conflitto israelo-palestinese: due popoli e due stati.
Basta con le ambiguità dovute al tornaconto economico, basta con il sionismo e con il fondamentalismo religioso dell'una e dell'altra parte, considerando comunque che il coltello dalla parte del manico in medio oriente ce l'ha sempre e solo lo stato di Israele.
La comunità internazionale deve riconoscere e promuovere fin da subito una risoluzione che faccia nascere davvero lo stato di Palestina, indipendente e con tutti i territori di sua competenza, senza spezzettature e continui check point israeliani.
Se questa cittadinanza portasse a qualche minimo risultato in più alla causa palestinese e a quelle della pace, per una volta potremmo anche soprassedere alla vanagloria di un sindaco di provincia e alle sue piccole forzature dello statuto comunale.
Nel frattempo diano il nostro più caro benvenuto al nostro neo concittadino Abu Mazen.

lunedì 2 giugno 2014

Lettera agli iscritti PRC





Care compagne e cari compagni,
desideriamo ringraziarvi per il generoso impegno militante che avete dato nei mesi e nelle settimane scorse per la lista L'Altra Europa con Tsipras: se siamo riusciti a raccogliere le firme necessarie e poi a superare la soglia dello sbarramento, è stato grazie soprattutto all’impegno nei territori. Siamo stati oggetto di una vergognosa censura mediatica e solo i volantinaggi, i comizi e le iniziative nei territori hanno fatto sì che la lista fosse conosciuta tra le elettrici e gli elettori.

Dopo sei lunghi anni la sinistra di alternativa riesce a superare la soglia di sbarramento e torna ad eleggere senza alcuna alleanza ed in alternativa al Partito Democratico. Abbiamo ottenuto un’inversione di tendenza che apre prospettive importanti per la ricostruzione di un campo di forze che ridia alla sinistra peso e credibilità per il cambiamento necessario in Italia come in Europa.

La nostra determinazione e la nostra resistenza, il nostro rifiuto di accodarci ad una politica moderata e a scelte compromissorie - che taluni hanno scambiato per testardaggine - sono state premiate e le sconfitte di ieri hanno reso possibile il risultato di oggi. E’ stato premiato anche il nostro lavoro fatto con lungimiranza a livello europeo, dapprima tenendo a battesimo a Roma il Partito della Sinistra Europea e poi operando per il suo sviluppo. E’ del tutto evidente che il legame internazionale della lista “l'altra Europa con Tsipras” è stata la cifra politica che ha permesso il raggiungimento del risultato e ha contribuito a impedire che la tenaglia bipolare si chiudesse ancora una volta su di noi. Abbiamo perseguito la ricomposizione della sinistra di alternativa sin da quando abbiamo avanzato, per primi in Europa, la candidatura a Presidente della Commissione Europea di Alexis Tsipras e abbiamo contribuito con la giusta determinazione e la pazienza necessaria affinché una proposta in cui erano e sono presenti identità, culture politiche e provenienze diverse potesse essere offerta al Paese. Con la stessa determinazione, lungimiranza, assenza di settarismo dobbiamo lavorare oggi per consolidare questo importante risultato.

Vi ringraziamo per il lavoro svolto a sostegno delle candidate e dei candidati espressi dal nostro partito all'interno della lista: se possiamo festeggiare e salutare con soddisfazione gli ottimi risultati ottenuti in particolare dalla compagna Eleonora Forenza e dal compagno Fabio Amato – oltre al buon risultato delle altre candidature che abbiamo proposto - è anche perché tante e tanti di noi hanno dato piena attuazione alle indicazioni stabilite democraticamente nelle nostre sedi decisionali.

Il compito politico che è davanti a noi ora è quello di utilizzare il successo elettorale al fine di costruire la Syriza italiana. Come deciso nel Congresso, vogliamo costruire un polo della sinistra italiana, collegato alla Sinistra Europea, in grado di prefigurare una alternativa di sinistra alla crisi.

In questo progetto Rifondazione Comunista ha e deve avere un ruolo fondamentale: è il progetto politico che perseguiamo da molti anni e dobbiamo lavorarci con la generosità e la determinazione che ci contraddistinguono. Avanziamo questa proposta nella piena consapevolezza che il PD non ha alcun carattere di sinistra né di centro sinistra e che l’unica proposta politica di sinistra in Europa è la Sinistra Europea e in Italia lo siamo noi insieme all’Altra Europa con Tsipras. Per tutto ciò c'è bisogno di Rifondazione Comunista: ovvero di una forza politica che si ponga l’obiettivo di collegare - attorno all’obiettivo dell’uscita dal capitalismo in crisi - le lotte e le istanze di cambiamento e di liberazione che nascono, crescono e si coagulano nella società. Anche per questo, dobbiamo agire affinché Rifondazione sia più efficace e radicata nella società e nei conflitti.

Questa volta ricominciamo da 4!

Un caro saluto
La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista

sabato 22 febbraio 2014

Comitati Tsipras anche ad Assisi



Alle prossime elezioni europee finalmente ci sarà un soggetto politico chiaramente schierato contro la logica di austerità imposta dalle elitès della finanza e dei grandi capitali: la lista che propone come presidente della Commissione europea Alexis Tsipras, il leader del partito Syriza che sta cercando di far uscire la Grecia dalla crisi economica e che tanti consensi ha avuto alle ultime elezioni politiche del suo paese.
Anche in Italia, fortunatamente, si è riusciti a creare una lista intorno al nome di Tsipras fra tutte quelle forze politiche, della società civile e della cittadinanza attiva che si schierano convintamente contro i diktat della banca centrale europea e dell’Unione europea che vogliono scaricare i costi della crisi economica solo sulle spalle dei ceti popolari.
Rifondazione Comunista fa parte della Sinistra Europea, il gruppo al parlamento europeo di cui Tsipras è vicepresidente, dalla sua fondazione.
Per tutte queste ragioni il circolo di Rifondazione Comunista “Peppino Impastato” di Assisi propone la costituzione, anche sul nostro territorio, di un comitato aperto a tutti e a tutte quelle persone che vogliono cambiare l’Europa per farla diventare l’Europa dei popoli e non l’Europa della finanza che specula e chiede il conto a noi.
 Il nostro auspicio è che questo comitato e le elezioni europee possano fare da volano all’unione della Sinistra intesa in senso largo e diffuso affinchè ci si possa includere sui contenuti, cancellando le divisioni del passato, per riportare al centro della scena politica le nostre posizioni, ridare speranza ai tanti ormai schifati dai politicanti che promettono e non mantengono, per iniziare un’azione risoluta di autonomia dal Pd che ormai ha perso ogni connotazione di partito dei lavoratori (soprattutto con l’elezione a segretario di Matteo Renzi) che porti un forte partito di Sinistra, variegato e plurale, ad esprime con forza le proprie ragioni come avviene ormai da molti anni in tutta Europa.
 Per quanto ci riguarda il comitato di Assisi è operativo avendo già ricevuto le prime adesioni di singoli cittadini; chiediamo al più presto un incontro con tutti coloro che ne vogliano far parte per decidere concretamente come agire da qui fino al prossimo maggio.

martedì 14 gennaio 2014

INTERVISTA A PAOLO FERRERO


Intervista a Paolo Ferrero, rieletto segretario nazionale di Rifondazione comunista


Il Cpn di questa fine settimana ti ha riconfermato nel ruolo di segretario,  quali saranno i punti principali dell’azione politica della fase che si apre?I punti fondamentali sono due. In primo luogo il pieno dispiegamento del Piano per il Lavoro, cioè della proposta concreta che facciamo per uscire qui ed ora dalle politiche di austerità e che potrebbe dar vita a milioni di posti di lavoro. L’idea di fondo è molto semplice: solo la redistribuzione del reddito, del lavoro e un intervento pubblico nei settori di pubblica utilità può ridurre drasticamente la disoccupazione. E’ una ricetta opposta a quella avanzata da Renzi che vuole invece proseguire nelle politiche di austerità e cioè nell’aggravamento della crisi che oramai è diventata deflazione. Il Piano del Lavoro non è solo un progetto ma è una proposta di lotta su cui costruire relazioni sociali e conflitto, territorio per territorio, settore per settore. Costruire un movimento per il lavoro a partire da un intervento pubblico è il nostro obiettivo, per ricominciare a parlare al paese a partire dai problemi del paese.
E il secondo?Il secondo è la proposta di realizzare una lista unitaria di sinistra per le elezioni europee. Una lista che abbia Alexis Tsipras candidato a Presidente, che si riconosca nel Partito della Sinistra europea e nel GUE, che aggreghi tutte le forze che in Italia vogliono rovesciare le politiche neoliberiste.
La situazione è fluida e per questo positiva: abbiamo l’appello di Camilleri e Spinelli, abbiamo varie realtà che si sono pronunciate per Tsipras, anche in SEL vi è un dibattito attorno a questo nodo. La nostra proposta è di costruire una lista unitaria che sia un vero e proprio spazio pubblico della sinistra antiliberista, da costruirsi in modo democratico, partecipato e paritario.
Non proponiamo di fare la lista di Rifondazione Comunista allargata – perché sappiamo che non riuscirebbe ad unire tutte le forze e persone che effettivamente sono d’accordo sui nostri stessi contenuti sull’Europa – ma non accettiamo esclusioni o discriminazioni: in un quadro di chiarezza di contenuti, di rinnovamento dei volti e di radicale democratizzazione dei percorsi di costruzione della lista, noi lavoriamo affinché questa sia la lista di tutti coloro che vogliono rovesciare le politiche europee da sinistra. Proprio oggi pomeriggio abbiamo un incontro con i compagni di Syriza qui a Roma e da qui vogliamo partire per un percorso unitario che deve coinvolgere il partito a tutti i livelli e che, lo ribadisco, vedrà un referendum al nostro interno per verificare se la scelta che stiamo perseguendo è condivisa dai compagni e dalle compagne.
Il progetto politico è chiaro ma il CPN restituisce l’immagine di un partito ancora diviso. Come mai in questo mese non si è riusciti a ricomporre la frattura?Chiudendo il Congresso che ha visto una larga maggioranza sul documento 1, invece di proporre semplicemente la votazione sulla mia riconferma, abbiamo proposto di fare una consultazione tra tutti i membri del CPN e la gestione unitaria del partito. Ritengo infatti che la linea politica sia quella decisa dai compagni e dalle compagne nei congressi, ma che tutto il gruppo dirigente e tutto il partito deve contribuire alla gestione del partito su quella linea politica.
Era una occasione per superare in avanti le divisioni congressuali, costruendo un quadro di rinnovamento che non lasciasse sul campo vinti e vincitori. Purtroppo i dirigenti cosiddetti “emendatari” hanno scelto, come i dirigenti della mozione 2, di non partecipare alle consultazioni e hanno fatto una presa di posizione collettiva che ribadiva i termini del dibattito congressuale. Considero questo un grave errore perché non si è colta l’occasione di fare un passo in avanti tutti insieme, prendendo atto che il Congresso era stato fatto ma che era anche finito e che non poteva continuare all’infinito.
In questa condizione, la consultazione ha dato un responso chiarissimo, con una larga maggioranza di compagne e compagni  che hanno indicato il mio nome come segretario e parallelamente posto una grande domanda di rinnovamento. Questo abbiamo fatto nel Cpn, dove la proposta di segreteria che ho avanzato e che è stata approvata, vede un significativo rinnovamento, ben 6 su 10 dei suoi membri non ne facevano parte.  Per la prima volta da quando sono segretario la segreteria ha una età media più bassa della mia….
Essere un segretario “di minoranza” cosa comporta?Una cosa semplice e complicata nello stesso momento: assumere le decisioni congressuali che, ripeto, sono state approvate a larga maggioranza, come la strada maestra su cui muoversi e sulla base di quel progetto politico rimettere in moto il partito, lavorando per costruire ad ogni livello la gestione unitaria. Non considero questa situazione una situazione definitiva: la considero una necessaria fase di passaggio per rimettere in moto il partito sulla base del l’indirizzo politico deciso nel Congresso. Non potevamo allungare il brodo ulteriormente, far passare altri mesi. Non intendo infilarmi in trattative sui posti, mediazioni infinite e patti di gestione.
Questo l’ho fatto consapevolmente negli anni scorsi per cercare il massimo di unità del gruppo dirigente. Purtroppo questa unità è deflagrata vergognosamente il minuto dopo il fallimento di Rivoluzione Civile a febbraio, nonostante tutte le decisioni fossero state prese in modo collegiale e unitario. L’unica strada per rilanciare Rifondazione non può essere la danza immobile della trattativa tra le correnti ma il tentativo di ridare fiato e senso alla nostra impresa politica. Io penso che le differenze politiche che abbiamo tra di noi, perlomeno quelle dichiarate, siano inferiori a quel che appare e che quindi sia possibile rilanciare il partito e su questo rilancio costruire le condizioni per arrivare ad una effettiva gestione unitaria del partito.
Vi è chi dice che tu avresti fatto uno scambio con la Mozione 3 per ottenere il voto di astensione sulla segreteria, snaturando così l’esito del Congresso.Ho letto questo rilievo e mi pare che chi lo avanza continua a non voler capire cosa è successo. Le differenze politiche con la mozione 3 sono palesi e non si sono ridotte. Ad esempio gli unici due atti politici fatti dal Congresso ad oggi e cioè la scelta di fare l’accordo con il centro sinistra in Sardegna e l’approvazione dell’Ordine del giorno sul congresso della Cgil nel Cpn, hanno visto il pieno dissenso dei dirigenti della mozione 3 e il consenso dei dirigenti di Essere Comunisti.  Io stesso ho ribadito in modo molte netto  di essere vincolato alla realizzazione di quanto deciso nel Congresso e cioè all’attuazione di quanto previsto dal documento 1 approvato, ripeto, a larga maggioranza.
A me pare che i dirigenti del Documento 3 abbiano semplicemente preso atto che il Congresso era finito e che era opportuno che il partito si rimettesse in movimento evitando di avvitarsi in una spirale autodistruttiva riguardante l’elezione dei gruppi dirigenti. Questo senza alcuna modifica di giudizio, negativo, che questi compagni e compagne danno sulla linea politica del partito, tant’è che i dirigenti della mozione 3 hanno presentato una candidatura alternativa alla mia a segretario nella persona della compagna Ussi.
In questa vicenda non si è misurato chi era più vicino o più distante politicamente ma chi ha deciso di garantire immediatamente un rilancio dell’iniziativa politica del partito e chi invece ha proseguito una battaglia politica come se il congresso non fosse terminato. Per quanto mi riguarda io continuerò a perseguire la gestione unitaria del partito a tutti i livelli e penso che chi vuole esercitare il suo ruolo di direzione, nel pieno rispetto delle differenze, deve farlo. Abbiamo bisogno di tutte le forze e di tutte le intelligenze e nel concreto del lavoro politico confido di poter superare questa situazione.
Però la mozione 1 si è divisa.Si è divisa esattamente come era stata divisa nel Congresso e infatti avevo proposto la consultazione come terreno per costruire una ricomposizione  che non è avvenuta. Il motivo mi pare il seguente:  a nessuno sfugge che dentro la Mozione 1, il tema del rinnovamento veniva declinato in modo molto diverso, tant’è che vi erano due emendamenti al testo del documento che parlavano di rinnovamento. Da un lato chi voleva cambiare il segretario, definito settario, e modificare per questa via anche la linea politica. Dall’altra chi voleva il rinnovamento per rendere più efficace l’attuazione della linea politica di cui il segretario era stato interprete ed esecutore.
Nel Congresso ha prevalso questa seconda ipotesi: l’emendamento Mainardi è stato approvato e quello Albertini bocciato. Questo è cosa hanno deciso le migliaia di iscritti e iscritte che hanno partecipato al Congresso: occorreva prenderne atto, perché a un certo punto finisce il Congresso e si tratta di gestire il partito. Questo purtroppo non è avvenuto, a mio parere perché l’aver fatto della rottamazione del segretario il punto fondamentale della battaglia congressuale, ha reso tutto più difficile, dalla discussione sul rinnovamento a quello sui gruppi dirigenti. Così, dopo la consultazione andata in quel modo e vista l’indisponibilità di Essere Comunisti di far parte della segreteria, la proposta avanzata nel Cpn è stata conseguente, sia sul segretario che sulla segreteria.
Preoccupato?Solo un imbecille non lo sarebbe. Ma sono anche fiducioso sulla possibilità di poter rilanciare l’azione politica del partito in modo largamente unitario. Sulle elezioni europee vedo un terreno significativo di convergenza e azione unitaria: la possibilità di fare una lista legata alla sinistra europea, chiaramente alternativa a socialisti e popolari è un obiettivo largamente condiviso nel partito. In più è evidente che il progetto politico di SEL di fiancheggiamento del centro sinistra è sempre più in crisi per cui sulle europee vi è addirittura la possibilità di mettere in discussione l’attuale configurazione della sinistra italiana. Mi pare che su questo ci sia un grande terreno di lavoro politico unitario, di ricomposizione politica.
Così come il rilancio del lavoro sociale del partito attorno al Piano del Lavoro può rispondere positivamente alla critica di politicismo che nel Congresso è emersa con forza. Possiamo ridislocare il Partito nel lavoro sociale con una proposta forte e su questo riguadagnare un ruolo che oggi svolgiamo solo molto parzialmente.
Ci saranno cambiamenti organizzativi?Si tratta di fare un radicale bagno di democrazia nel modo di funzionare del partito. Questa è la critica maggiore che è emersa nel Congresso da parte dei compagni e delle compagne. Su questo intendo cambiare registro radicalmente: dal pieno coinvolgimento del partito nelle decisioni a partire dal referendum sulle europee all’accorciare la distanza tra centro e periferia, qui abbiamo da cambiare molto: la logica pattizia di gestione del partito si può superare solo con un forte coinvolgimento democratico di tutto il corpo militante del partito all’interno di una gestione unitaria dello stesso. E’ quello che vogliamo fare.

ELETTI GLI ORGANI DIRIGENTI DEL PRC


Il Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista del 11 – 12 gennaio 2014 ha assunto le seguenti decisioni:
Elezione del segretario nazionale: Paolo Ferrero
Hanno ottenuto voti Paolo Ferrero 67, Arianna Ussi 19.
Votanti 147, Astenuti 54, Schede Nulle 0, Schede Bianche 7

Elezioni della segreteria (di cui fanno parte di diritto il segretario Paolo Ferrero, il tesoriere Marco Gelmini e i due coordinatori nazionali dei Giovani Comunisti Anna Belligero e Simone Oggionni):
Maurizio Acerbo
Fabio Amato
Giovanna Capelli
Roberta Fantozzi
Eleonora Forenza
Nando Mainardi
Rosa Rinaldi
Raffaele Tecce
Votanti: 143. Favorevoli: 70. Contrari: 56. Astenuti:16. Schede Bianche: 1.

Direzione Nazionale (di cui fanno parte di diritto il segretario Paolo Ferrero e i coordinatori nazionali dei Giovani Comunisti Anna Belligero e Simone Oggionni ed a cui è invitato permanente il Presidente della Commissione Nazionale di Garanzia Gianluca Schiavon):
1     Acerbo
2     Amato
3     Bellotti
4     Bonadonna
5     Borrelli
6     Bottini
7     Bracci Torsi
8     Bregola
9     Campese
10    Cangemi
11    Capelli
12    Cardazzo
13    Cesani
14    Coppa
15    Cristiano
16    Della Vecchia
17    Fantozzi
18    Fioretti
19    Forenza
20    Gelmini
21    Granchelli
22    Grassi
23    Greco
24    Grondona
25    Locatelli
26    Luzzaro
27    Mainardi
28    Marino
29    Marotta
30    Miniati
31    Petrini
32    Piobbichi
33    Rancati
34    Renda
35    Rinaldi
36    Santilli
37    Sgherri
38    Targetti
39    Tecce
40    Ussi
Votanti per la Direzione Nazionale: 143. Favorevoli: 121. Contrari: 12. Astenuti: 9. Schede Bianche: 1.

Elezioni del Tesoriere nazionale: Marco Gelmini
Votanti: 143. Favorevoli: 72. Contrari: 30. Astenuti: 40. Schede Bianche: 1

sabato 21 dicembre 2013

Mozione contro la trasformazione della E45 in autostrada


Rifondazione Comunista propone al Consiglio Comunale di discutere ed approvare il seguente ordine del giorno per far partire anche da Assisi un forte segnale contro lo sperpero di denaro pubblico che a breve trasformerà la E45 in autostrada. 
Una risoluzione trasversale, nel senso positivo del termine, che dovrebbe essere approvata da tutto il consesso cittadino perchè ragionevole e giusta contro una decisione presa ancora una volta sulle spalle dei cittadini senza nessun minimo sondaggio sul territorio e senza rispetto per le comunità che ne verranno colpite.
Ecco nel dettaglio il dispositivo che proponiamo:

Il Consiglio Comunale di ASSISI


Considerato che:

- recentemente il CIPE ha dato il via libera alla trasformazione della E 45 in Autostrada;

- questa decisione è avvenuta senza una consultazione con le comunità locali e con i territori attraversati da questa grande opera.

Preso atto che:

- si ripropone il già fallimentare schema del rilancio dell'economia attraverso la cementificazione del territorio che è di fatto già fallito nella nostra regione ed è all'origine dell'attuale crisi produttiva;

- con la promessa dell'Autostrada si rinvia la più che necessaria messa in sicurezza della E 45 con il relativo impiego di nuovi posti di lavoro;

- l'autostrada una volta costruita porterà con se gravi danni ambientali comportando un elevato consumo di suolo, per la realizzazione delle aree libere attraversate o adiacenti alle infrastrutture d’accesso, connesse e complementari;

- i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la E-45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che sarebbe inutile perché costituirebbe di fatto un doppione di quelle esistenti con il rischio di un aumento generalizzato del traffico interno e degli incidenti stradali;

- questa grande opera costituisce un enorme spreco di denaro pubblico che potrebbe essere meglio impiegato sia per il potenziamento del trasporto pubblico locale a partire da una moderna rete ferroviaria, sia per la manutenzione delle strade già esistenti nel territorio per realizzare - in funzione anticongiunturale - interventi adeguati per rilanciare l'economia locale nel rispetto dell'ambiente;



Rilevato che la conseguente imposizione del pedaggio:

- costituirebbe, di fatto, un'altra pesantissima tassa scaricata sui cittadini, sui lavoratori e sugli artigiani del trasporto;

- isolerebbe ancora di più la Regione Umbria attraversata da un traffico, determinato in grandissima parte dalla gratuità dell'arteria Orte-Ravenna, che inizierebbe a spostarsi, inevitabilmente sulla A1;

- si verrebbe a costituire un flusso di traffico notevolissimo sulle arterie provinciali e comunali con un sensibile peggioramento della qualità della vita, un corposo aumento di spesa per la manutenzione (già scarsissima) realizzando l'ennesima manovra a danni della collettività e a favore delle lobbies delle grandi opere e dei gestori-esattori del nuovo servizio, nel mentre la fine della realizzazione della Perugia-Ancona viene per l'ennesima volta posticipata;

Sostiene:

- la ferma opposizione alla trasformazione della E 45 in Autostrada

Chiede al Governo:

- di utilizzare le ingenti risorse previste per l'opera per mettere in sicurezza immediatamente l'E45.



martedì 19 novembre 2013

IX CONGRESSO DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


Si stanno svolgendo in questi giorni i congressi locali del Partito della Rifondazione Comunista.
Un Partito colpito dall'esito delle elezioni politiche dello scorso febbraio ma ancora vivo e propositivo, con migliaia di militanti sparsi in tutto il territorio nazionale che si stanno confrontando sul come far uscire dal pantano non solo il PRC ma tutta la Sinistra italiana, schiacciata dai populismi e dalle tentazioni leaderistiche da una parte e dalla disaffezione alla res pubblica dall'altra.
Le mozioni in campo sono tre:
http://www2.rifondazione.it/primapagina/?page_id=7870 con questo link si può accedere ai tre documenti congressuali.

I risultati parziali ed in divenire del IX congresso possono essere consultati presso i seguenti link:



Entro fine novembre dovranno svolgersi i Congressi Provinciali per poi arrivare al Congresso Nazionale che quest'anno sarà celebrato nella nostra Umbria, presso il centro congressi 4 Torri di Corciano il 6, il 7 e l'8 dicembre.
Anche ad Assisi si è tenuto il congresso che ha avuto come esito la vittoria all'unanimità della prima mozione congressuale (8 voti).
Nelle prossime settimane verrà eletto il consiglio direttivo del Circolo e il Segretario/a che avrà l'arduo compito di rilanciare il PRC anche in vista delle prossime scadenze elettorali e delle prossime, importantissime, elezioni amministrative di Assisi.