
Il Blog del Partito della Rifondazione Comunista di Assisi
venerdì 9 dicembre 2011
Domenica volantinaggio del PRC Assisi contro il governo dei banchieri

martedì 6 dicembre 2011
Il decreto "salva-furbi"

La manovra annunciata dal governo Monti conferma, purtroppo, tutti i pronostici che avevamo da tempo preannunciato; scarica sui soliti noti i costi della crisi e salvaguarda i suoi mandanti politici e le lobbies di riferimento.
Ora, testo alla mano, lo possiamo dire con maggiore cognizione di causa e non solo sui (palesi) intenti dei giorni scorsi.
Non è uno slogan ma una triste, tristissima realtà.
Come definire la riforma Fornero sulle pensioni, l’aumento dell’Iva, l’introduzione dell’Imu (la nuova Ici), il taglio indiscriminato e populistico delle briciole dei cosiddetti costi della politica?
Questa manovra non crea sviluppo ne tanto meno nuovi posti di lavoro.
Non c’è traccia né dell’equità né della crescita promesse.
Aumentando l’età pensionabile sarà ancor più arduo per un giovane entrare nel mondo del lavoro.
Aumentando di due punti l’Iva ci sarà una ulteriore contrazione dei consumi.
Non serve essere premi nobel in economia per capire tutto ciò.
Non servono tecnocrati per abolire de facto democratiche elezioni partecipate dal popolo.
Lo Stato non è un’azienda né il governo un consiglio di amministrazione.
Monti non è il nostro amministratore delegato.
Sarebbe questo il tanto autocelebrato decreto “salva-Italia”?
A noi sembra il solito “salva-furbi”.
Il presidente della repubblica, nominando il banchiere ex Goldman Sachs premier invece di dare voce alle urne, ha forzato le prerogative che la carta costituzionale gli affida e compiuto una grave errore che la Storia (e nemmeno noi) non gli perdonerà.
Così come non saranno da assolvere quei partiti che appoggeranno questa macelleria sociale, termine forse abusato ma sicuramente esplicativo.
Chi si aspettava qualcosa di diverso da questo comitato d’affari era solo un illuso o un colluso con questo esecutivo fatto di massoni, lobbisti, fedeli servi delle teorie monetariste, lacchè del Vaticano.
“Ma sempre no a tutto non si può dire”.
“Le controproposte non ci sono”.
“I sacrifici sono inevitabili”.
Falso.
Mai come oggi falso e strumentale.
Noi di Rifondazione Comunista pensiamo che una valida alternativa concreta ci sia, non populista, non demagogica e men che mai strettamente ideologica e comunque sempre meno faziosa di quella di un governo che fa del neoliberismo il suo mantra immodificabile.
Le nostre proposte.
Primo: introdurre da subito una vera patrimoniale percentualmente progressiva per i redditi sopra al milione di euro.
Secondo:dimezzare da subito le spese militari.
E poi: introduzione di una tassa sugli immobili per le residenze non ad uso spirituale di proprietà della Chiesa.
E ancora: taglio netto dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali, adeguamento dei loro stipendi alla media europea oltre all’introduzione di qualsiasi divieto di cumulo.
Diminuzione del 50% degli stipendi dei manager pubblici e privati.
Tassazione del 10% dei capitali rientrati con lo scandaloso scudo fiscale varato dal governo Berlusconi.
Equiparazione della tassazione delle speculazioni finanziari a quella dei redditi da lavoro.
Cancellazione dei finanziamenti delle opere inutili come la Tav reimpiegando quei fondi per il riassetto idrogeologico del nostro facilmente alluvionabile paese, creando contemporaneamente migliaia di nuovi posti di lavoro.
Il totale derivante da queste azioni sarebbe molto più alto della manovra appena partorita.
Con una sostanziale differenza.
A pagare non sarebbe chi da questa crisi ha avuto solo ingiuste ed antidemocratiche bastonate.
lunedì 28 novembre 2011
Premiare l'estrema destra
Si sono insediate in questi giorni le consulte di cittadini che si occuperanno di vari argomenti fra cui le politiche giovanili, la cultura, l’urbanistica, lo sviluppo economico, le relazioni internazionali.
I nomi dei componenti di queste consulte, che produrranno dei pareri che il consiglio comunale potrebbe convertire in delibere concrete, sono stati proposti da vari gruppi in seno al consesso cittadino e votati a maggioranza.
Scoprendo i nomi dei presidenti nominati a capo delle tre consulte, stupisce venire a conoscenza del netto spostamento a destra di questa amministrazione, l’uso sistematico dello spoil system e il goffo tentativo di riequilibrare le mancanze nei confronti degli alleati esclusi dagli assessorati, metodi usati sia per le nomine degli assessori, tutti uomini (per non scontentare i vari capi bastone traina-voti), facendo rientrare dalla finestra assessori della scorsa legislatura con improbabili deleghe fotocopia ed ora per dare un contentino ai partiti minori partecipi alla vittoria elettorale.
I presidenti eletti sono noti rappresentanti politici chiaramente schierati (tre su tre si sono presentati alle elezioni con formazioni politiche di destra) vicini a partiti e movimenti di estrema destra.
C’è chi è stato visto alla presentazione del libro di Casapound a Bastia Umbra, organizzata lo scorso maggio, addirittura con la partecipazione del sindaco, da alcuni noti personaggi di Bastia che non si vergognano di fare il saluto romano in ogni occasione pubblica; c’è un seguace in salsa assisana dei grandi statisti padani e ci chiediamo come si comporterà nei confronti del rappresentante della consulta del mondo dei migranti dopo il manifesto della campagna elettorale e le note posizioni della Lega di chiaro stampo xenofobo e razzista.
Un altro, infine, è stato candidato nella lista civica che portava il nome del futuro sindaco di Assisi.
Ma i rappresentanti delle consulte non dovevano essere cittadini della società civile?
Riteniamo politicamente grave questo continuo ammiccare a posizioni così estreme dello schieramento di centro-destra, questa deriva nemmeno tanto velatamente fascistoide e il fatto che queste responsabilità, seppur consultive, siano date a persone che non hanno nulla a che vedere, a nostro parere, con lo spirito di fratellanza e tolleranza tipica del francescanesimo e della città della pace per eccellenza.
Inoltre: quali pareri obiettivi potranno mai suggerire queste consulte al consiglio comunale veramente utili al dibattito politico cittadino, se i presidenti sono esponenti espressione diretta della maggioranza?
L’amministrazione comunale è al servizio di tutti o solamente di chi l’ha votata?
mercoledì 23 novembre 2011
Palestina libera!

Oggi pomeriggio la nostra città ospiterà l’esordio in terra europea della nazionale di calcio olimpica della Palestina.
Questo avvenimento trascende il mero significato sportivo; la partita amichevole di calcio contro la nazionale italiana della lega professionistica ha un alto senso simbolico e segna con forza la volontà politica di riconoscimento di un popolo, quello di Palestina, che da troppi anni subisce umiliazioni e tributi di sangue per il solo fatto di reclamare, in modo più che legittimo, il suo diritto ad esistere e ad essere riconosciuto a livello internazionale.
Il fatto che questa grande occasione sia celebrata nella città della pace per eccellenza, in quella terra dove più volte è stata ribadita la volontà di creare un mondo più tollerante e rispettoso di tutte le sensibilità religiose, politiche e sociali, rende l’evento davvero di portata storica.
Questa partita ci dona l’opportunità di ribadire il supporto che il Partito della Rifondazione Comunista da sempre esprime nei confronti della risoluzione della questione palestinese, affinché finalmente anche questo martoriato popolo possa esprimere liberamente il suo diritto ad avere uno Stato ben delineato, ad una pace duratura, alla prosperità e alla libertà di scegliere autonomamente da chi farsi governare.
Per queste ragioni una delegazione del nostro Partito sarà presente allo stadio Migaghelli di Santa Maria degli Angeli oggi pomeriggio, per manifestare con la voce e con il corpo quello che da sempre abbiamo serbato nel cuore, nel commosso ricordo del leader che impiegò la sua intera esistenza alla causa palestinese, il grande e mai troppo compianto Yasser Arafat.
sabato 19 novembre 2011
CONGRESSO PRC ASSISI: ELETTO SEGRETARIO IL COMPAGNO FRANCO CESARIO


lunedì 14 novembre 2011
Congresso del PRC Assisi

Sabato 19 novembre il Circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista di Assisi svolgerà il suo VIII congresso cittadino dalle ore 15,30 alle 19,00 presso la Sala della Pro Loco a S. Maria degli Angeli.
La crisi economica, i nuovi sviluppi politici dopo la caduta del governo Berlusconi, le strategie che il nostro Partito dovrà mettere in campo, la lotta alla speculazione finanziaria che tenta di scaricare i costi sociali sui lavoratori salvaguardando i privilegi delle varie caste: questi i temi fondamentali che verranno trattati dall’assemblea congressuale che rinnoverà gli organi dirigenti del Partito ad Assisi.
Per il bene del Paese è necessario rilanciare una nuova politica di Sinistra che affronti le tematiche socio-politiche basandosi sull’unità di intenti di tutti coloro che hanno una visione differente dal pensiero unico neoliberista che ci vuole far credere che l’unica strada per il risanamento passi per l’austerity e i sacrifici.
Noi di Rifondazione Comunista auspichiamo un'uscita da Sinistra di questa crisi e anche per questo chiediamo che la parola sia data al popolo per poter scegliere da chi essere governati, non piegando la testa a tecnocrati spacciati come salvatori della patria mentre sono proprio loro che hanno contribuito ad affossarla.
Sono invitati al Congresso tutti i cittadini e tutte le forze sociali democratiche del territorio al fine di avere un ampio e serio dibattito sulle lotte che le sfide del futuro ci richiederanno.
giovedì 10 novembre 2011
ASSISI TRA CRISI E OPPORTUNITA’
La crisi economica è ormai divenuta anche politica ed istituzionale ma le contromosse in campo non lasciano presagire nulla di buono.
La possibilità più che concreta di essere governati per alcuni mesi da tecnocrati asserviti ai dettami del neoliberismo più truce e violento provocherà, negli strati popolari del nostro paese, ancor più danni di quelli che in teoria dovrebbe risolvere (come considerare ad esempio, banalizzando, i continui aumenti della benzina o la maggiorazione dell’Iva se non misure che ricadranno sui soliti noti?) nel cinguettio compiacente dei media che da oggi, statene certi, dipingeranno queste misure in modo compiacente.
Comincerà l’opera di distrazione di massa con il solito refrain delle lacrime e sangue come un sacrificio necessario ed inevitabile come se le ricette neotactheriane e dell’austerity non fossero già state ampiamente bocciate dalla storia.
È un grande bluff a cui abbiamo l’obbligo di reagire: nessuna legge pseudo economica potrà mai imbrigliare ciò che l’uomo può modificare con la propria ferma volontà e con unità di intenti.
Recentemente il noto studioso Fumagalli ha proposto una misura shock, il diritto al default come mezzo di contro potere finanziario, cioè la scelta di fallire in modo controllato in modo da evitare che la crisi sia una ulteriore fonte di ricchezza per gli speculatori che già hanno gozzovigliato sulle nostre spalle.
Un’opportunità su cui ragionare con attenzione.
In questo quadro le 39 domande, che presto diverranno imposizioni, poste dalla BCE all’Italia costituiscono un golpe finanziario senza precedenti, preoccupante perché colpirà solo coloro che non potranno sfuggire alla mannaia del capitale e cioè i dipendenti, i salariati e i lavoratori del pubblico impiego e non solo direttamente ma anche e soprattutto in modo indiretto attraverso i tagli allo stato sociale, ai servizi, ai diritti fondamentali conquistati dai lavoratori con anni di lotte.
L’Assessore ai servizi sociali del Comune di Assisi ha in questi giorni confermato che i tagli derivanti dalle varie manovre fatte in questi mesi, ammonteranno alla stratosferica cifra di 4 milioni di euro.
Da tempo la giunta comunale si spertica assicurando che non saranno aumentate le tasse comunali, ma fino a che punto potranno mantenere questa promessa?
Il problema dei tagli è che andranno inevitabilmente a ricadere sugli strati più bassi della cittadinanza assisana.
Facciamo nostro, in questo senso, l’appello dei frati del convento di S.Francesco che auspicano massima attenzione alle persone più bisognose che rischiano, a nostro parere, di essere spazzate via definitivamente da questi diktat che l’Europa ormai quotidianamente ci lancia.
Vorremmo che il Comune affrontasse questi temi in consiglio comunale invece di incartarsi in cervellotici ed inapplicabili regolamenti sulle manifestazioni che palesemente non avranno un seguito.
Noi pensiamo che si possa ripartire dal basso agendo concretamente nel sociale e nelle esigenze quotidiane dei cittadini: ecco perché siamo partiti per la Liguria a spalare fango, organizziamo in tutto il territorio umbro Gruppi di Acquisto Popolare (GAP) per calmierare i prezzi e creare una filiera virtuosa e fatta di prodotti genuini, agiamo in tutte quelle zone in cui si debba intervenire contro lo sfruttamento e il lavoro nero.
Al di là delle polemiche e delle contrapposizioni politiche, anche in vista del tramonto del berlusconismo, la giunta comunale è pronta ad accettare questa sfida?