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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


venerdì 4 novembre 2011

Discusso in Consiglio Comunale un ordine del giorno del PRC di Assisi



Ieri in Consiglio Comunale, in presenza di alcuni militanti del PRC, si è discusso l’ordine del giorno elaborato dal Partito della Rifondazione Comunista di Assisi e proposto al consesso cittadino dal consigliere Carlo Cianetti, avente per oggetto gli effetti della manovra economico-finanziaria bis del governo ed il suo impatto sugli Enti Locali.

Ha votato a favore dell’approvazione dell’ODG, oltre naturalmente a Carlo Cianetti, il capogruppo del PD Simone Pettirossi mentre ci sono stati 7 voti contrari e 6 astenuti tra cui la presidentessa del Consiglio Comunale Patrizia Buini e i consiglieri Bocchini della maggioranza e Claudia Travicelli.

Carlo Cianetti dopo aver menzionato il fatto che questo ordine del giorno era stato proposto dal PRC, uno dei partiti che rappresenta in Consiglio, ha detto di condividerne l’impianto dato che esso ha costituito un momento di riflessione sui pesanti tagli agli enti locali predisposti dalla governo italiano, considerando anche che da settembre (data di presentazione dell’ordine del giorno al Consiglio) si sono succedute svariate manovre e la situazione economica sia ulteriormente e tragicamente peggiorata.

Le varie manovre, approntate in maniera caotica e becera dalle destre al governo in Italia, hanno avuto e avranno la comune caratteristica di scaricare sempre e comunque i costi della crisi sulle spalle dei cittadini che con il loro sudore cercano di far crescere il nostro paese.

I tagli agli Enti Locali, infatti, costituiscono un costante minimo comun denominatore di tutte queste deludenti mosse approntate in questi travagliati mesi dall’esecutivo Berlusconi, peggiorano la situazione e demandano la responsabilità politica alle amministrazioni locali che dovranno affrontare il grande malcontento della cittadinanza per l’inevitabile calo di servizi che i Comuni dovranno necessariamente avallare.

La via del risanamento dovrebbe passare, invece, attraverso una seria tassazione patrimoniale, il recupero dell’evasione fiscale, il sostegno ai lavoratori e alle famiglie colpite dalla crisi e in particolare di non procedere, in relazione all’aggravamento della situazione finanziaria derivante dalla manovra, all’aumento dell'addizionale IRPEF sui redditi da lavoro dipendente almeno fino a 40000 euro lordi e all’ introduzione indiscriminata della tassa di soggiorno che rischia di compromettere l’economia turistica, concordando con le Regioni e con gli operatori del settore possibili misure alternative.

La maggioranza, pur condividendo molti punti dell’ordine del giorno, ha sostanzialmente votato contro adducendo motivazioni legate alla grande instabilità dei tempi che corrono che non permetterebbero calcoli a lunga scadenza e di non poter, di conseguenza, assumere impegni precisi in una fase incerta come questa.

Il nostro ODG ha avuto sicuramente il pregio e il merito di instaurare un virtuoso e costruttivo dibattito e un momento di alta politica del nostro Comune che purtroppo non sempre si riscontra in seno all’assemblea eletta dai cittadini: troppo spesso la maggioranza tende a arroccarsi sulla difensiva, votando sempre e comunque contro le proposte dell’opposizione e intervenendo raramente in modo attivo nel dibattito dell’adunanza cittadina.

Il nostro rapporto di stretta e fattiva collaborazione con il consigliere Cianetti, di contro, si rafforza ancorpiù e ciò rappresenta un ottimo viatico per il proseguo della legislatura.

mercoledì 2 novembre 2011

Ripartire dopo il disastro






di Franco Cesario

Borghetto Vara provincia di La Spezia: un paese completamente distrutto dall’alluvione delle scorse settimane.

Una situazione estremamente difficile che però ha visto i suoi abitanti rimboccarsi immediatamente le maniche, senza inutili piagnistei o isterismi, per poter tornare alla normalità, grazie anche all’aiuto di decine di militanti delle Brigate di Solidarietà Attiva e di Rifondazione Comunista e nonostante essi abbiano sostanzialmente perso tutto, le attività economiche siano state spazzate via e gli aiuti istituzionali non siano stati estremamente tempestivi. Dobbiamo constatare con rammarico, infatti, come non sempre gli interventi siano stati funzionali alle vere esigenze della popolazione colpita e che molti abitanti si siano lamentati, direttamente con noi volontari, nemmeno tanto velatamente, per il pressappochismo e la scarsa coordinazione delle forze in campo che a volte hanno dimenticato intere zone periferiche al centro cittadino.

La prima cosa da fare in queste situazioni è la solidarietà immediata, il fare concreto, l’aiuto spontaneo.

Ed è quello che noi da Assisi e dalla provincia di Perugia abbiamo apportato, insieme a tanti giovani provenienti da tutta Italia, coordinati dalla impagabile Federazione PRC della provincia di La Spezia che sta svolgendo un ruolo infaticabile e continuo fin dalle prime ore del disastro.

Questa pronta risposta ha permesso alle popolazioni colpite non solo di avere un aiuto concreto immediato ma anche di capire di non essere state lasciate sole al loro destino.

Questa azione, inoltre, dà a chi l’ha compiuta attivamente, la possibilità di dire la propria opinione sulle cause di tale disastro.

Non è pensabile che in un Paese civile come dovrebbe essere il nostro, non si spenda nemmeno un euro per la prevenzione e le messa in sicurezza delle nostre comunità locali mentre si sperperano, ad esempio, 17 miliardi di euro per un’opera inutile, dannosa e non voluta come la Tav in Val di Susa.

Ogni volta che in Italia piove ci si trova di fronte ad un alluvione o ad una situazione di estrema emergenza che determina sempre e comunque danni gravissimi con feriti e spesso morti e questo perché non c’è manutenzione del territorio, non si pensa al recupero idrogeologico e non si effettua repressione dei fenomeni di abusivismo edilizio.

Oltre tutto nei prossimi mesi occorrerà vigilare affinché la ricostruzione non rappresenti un’occasione d’oro per i soliti sciacalli profittatori per speculare sulle spalle delle disgrazie della povera gente, come è avvenuto, solo per citare un esempio recente, in Abruzzo dopo il tremendo terremoto dell’aprile del 2009.

Per tutte queste ragioni nei prossimi giorni partiremo ancora alla volta della Liguria, in modo ancor più numeroso ed organizzato, per adoperarsi concretamente in ciò che il nostro pensare solidale e la nostra idea di società ci obbliga continuamente a fare.

sabato 29 ottobre 2011

Solidarietà attiva: Liguria arriviamo!



Stasera partirà dalla provincia di Perugia una delegazione di compagni e compagnie, tra cui dei militanti del circolo PRC di Assisi, alla volta delle zone alluvionate della Liguria, duramente colpite in questi giorni dalla furia degli elementi.
Serve un grande impegno di tutti noi per manifestare concretamente solidarietà attiva alle popolazioni che stanno subendo in questi giorni gravi danni derivanti dal maltempo e dall'incuria delle istituzioni.
Faremo parte di un primo nucleo delle brigate di solidarietà attiva per agire concretamente sul territorio con la convinzione che un Partito con una forte base popolare come il nostro ha il dovere di intervenire a sostegno di ogni tipo di emergenza che si presenti sul territorio nazionale.
Questo è stato già fatto (Tèmpera in Abruzzo, Nardò, Lampedusa) e si continuerà a fare in futuro perchè Rifondazione Comunista, la Federazione della Sinistra e le Brigate di Solidarietà Attiva fanno della buona prassi dell'agire quotidiano e puntuale un punto fondamentale per creare una società solidale di concreto aiuto di tutti coloro che, senza colpa, sono vittime di emergenze sociali dalle tragiche conseguenze.


martedì 25 ottobre 2011

Il dovere di opporsi



Premesso: il popolo di Assisi si è espresso in maniera netta e nessuno mette in dubbio la legittimità della vittoria elettorale dei partiti che hanno appoggiato il sindaco Ricci.

Detto questo, nessuno può impedire che l’opposizione dica la sua opinione o pensare che le sue legittime critiche siano solo attacchi strumentali.

Le nostre posizioni, quelle di Carlo Cianetti, di tutti i movimenti e partiti dell’opposizione sono considerate, da taluni personaggi facenti parte della maggioranza che governa Assisi sempre e solo diffamatorie, fuori tema, dettate da scarsa conoscenza, addirittura sconfinanti nel campo del gratuito insulto.

Cosa si preferirebbe? Un serafico silenzio fino alla prossima campagna elettorale? O magari accondiscendenza e continui applausi?

Non voler sentire “rumori di sottofondo” da parte della maggioranza denota un preoccupante senso distorto della democrazia e un’arroganza senza limiti.

Noi esercitiamo, dal nostro punto di vista naturalmente, il nostro diritto alla critica e alla proposta alternativa (per chi volesse è a disposizione il nostro sito pieno di proposte di mozioni e ordini del giorno da sottoporre al consiglio comunale).

Inoltre non siamo i soli a criticare la giunta di centrodestra per le varie questioni che riguardano la nostra città.

Vogliamo forse considerare anche i sindacati di polizia (che di recente hanno vibratamente protestato contro la nefasta ubicazione della sede a loro destinata) pericolosi e facinorosi estremisti comunisti?

O i cittadini di via Borsi che protestano per il progetto di estrema cementificazione a cui sarà soggetta fra poco tempo la loro zona?

O ancora dei tanti cittadini di Santa Maria degli Angeli che in questi giorni si sono lamentati e si sono rivolti direttamente a noi per segnalare la scarsa pulizia dei tombini che ha determinato un enorme allagamento la scorsa settimana?

La tendenza di coloro che hanno fatto di Berlusconi il loro idolo e nume tutelare è quella di sentirsi investiti, per diritto divino, di poteri illimitati e di impersonare, autonomamente, le ragioni della maggioranza e dell’opposizione.

Non è così e la nostra missione sarà, finché avremo fiato per farlo, quella di proporre un’alternativa di città e di sconfiggerli.

giovedì 20 ottobre 2011

Sprofondo



Articoli sulla stampa nazionale, pareri di esperti mondiali, preoccupazione e attenzione in tutti i cittadini assisani per le notizie che giungono in questi giorni dall'Esa (Agenzia Spaziale Europea) riguardanti le condizioni geologiche della città di Assisi.
Tutti che corrono ad informarsi e/o almeno approfondire l'argomento tranne uno: il sindaco Ricci.
Come sempre pronto a minimizzare, a smentire, a sminuire.
Sotto la sua amministrazione nulla di male può succedere ad Assisi! Tutto è sempre, costantemente, sotto controllo, in ordine, ben fatto!!
Ricci è come il babbo di Hans Christrian Andersen, un tuttologo che risponde non rispondendo e che smentisce smentendo di farlo, perchè lui, si sa, preferisce far parlare i fatti: 3.000 opere in 15 anni, 100.000 turisti per il Giro d'Italia e tante altre belle cose...
E' stato proprio un gran maestro quel signor B che a livello nazionale ci ha fatto ingoiare qualsiasi corbelleria tanto da rischiare di rimanere impunito: ha insegnato ai suoi accoliti ad avere sempre ragione e ad essere convincenti, tanto da essere rieletti nonostante le palesi contraddizioni.
Nessuno di noi è un esperto di scienza della Terra per carità; probabilmente Assisi avrà lunga vita e non accadrà mai niente, ma questo continuo stare sulla difensiva dell'amministrazione di destra della città di Assisi, questo continuo trincerarsi dietro alla vittoria elettorale senza mai cercare di sviscerare affondo le tante questioni che riguardano una città importante e complessa come la splendida città serafica, fa venire alla mente, anche di chi non può essere tacciato come noi di faziosità, come sia forte in Ricci & C. la volontà di insabbiare sempre tutto per fare la figura dei primi della classe, mentre il compito di bravi amministratori sarebbe, invece, quello di non creare certo allarmismo ma nemmeno di denigrare qualsiasi notizia possa anche lontanamente sembrare lesiva dell'attività della giunta.

lunedì 10 ottobre 2011

E' giunta l'ora di indignarsi


di Franco Cesario

Sabato 15 ottobre partiremo da Bastia Umbra alle ore 9,30 da piazza del Mercato alla volta di Roma per la manifestazione europea indetta dagli Indignados spagnoli per dare una concreta risposta alle politiche neo-liberiste che stanno affamando il nostro paese e tutto il mondo.

Le strategie messe in campo dalla Banca Centrale Europea e dalle istituzioni del vecchio continente ricalcano sempre gli stessi modelli basati sul primato del mercato e sulla intangibilità del pensiero unico capitalista che fa “comunella” con gli speculatori e si preoccupa di salvare solo le banche spacciando questa operazione come fatta nell’interesse collettivo.

Questi grandi economisti fanno a gara a dipingere il mercato come qualcosa di metafisico ed astratto che agisce al di sopra della umana comprensione che invece è destinata solo a pochi eletti a cui dovremmo affidarci ciecamente confidando in una, a loro dire, certa risoluzione che prima o poi avverrà; e quindi, eccoli, tutti schierati (con pochi differenze gli uni dagli altri) che partono alla nostra carica per convincerci che con meno stato sociale, meno settore pubblico, con maggiore flessibilità del lavoro (leggi precarietà) ci possa essere quel volano agognato da una economia in sofferenza da troppo tempo.

Tacciano noi della sinistra antagonista e di alternativa di avere ricette vecchie e stantie ma omettono di ricordare che sono passati ben 30 anni senza che le loro promesse siano state mantenute: la deregulation e il lassez faire tanto cari alla signora Thatcher e al cowboy Reagan negli anni ‘80 non hanno mai prodotto quel “benessere diffuso” che avevano proclamato erga omnes.

È vero invece che noi di Rifondazione Comunista in particolare avevamo previsto per filo e per segno questa crisi (non in quanto menagrami ma bensì lungimiranti…) perché avevamo capito che una finanza fatta di carta, virtuale, basata sul nulla prima o poi sarebbe esplosa seppellendo sotto di essa le speranze della gente comune che aveva affidato ad essa i risparmi di una vita.

Non dobbiamo credere alle invettive di questi stessi oscuri personaggi che non hanno fatto altro che cambiare casacca, mimetizzandosi per non farsi riconoscere: sono sempre gli stessi che ci hanno portato sull’orlo del baratro.

L’economia non è quel mostro sconosciuto ed indomabile che vogliono farci credere.

Le possibilità di uscire da questa crisi senza lasciarci le penne ci sono tutte ma devono avere un minimo comun denominatore: il benessere di coloro che non hanno prodotto questa crisi.

A queste persone, è una cosa logica, non possono essere fatti pagare i costi della crisi attraverso lacrime e sangue: l’aumento dell’Iva colpisce i cittadini (i famosi consumatori finali) cioè tutti noi che (come dicono gli occupanti di Wall Street negli States in questi giorni) siamo il 99% della popolazione mondiale!

Aumentare l’età pensionabile, diminuire gli stipendi degli statali ed altre misure del genere sono tutto fumo negli occhi di chi non vuole assolutamente colpire i grandi interessi, quelli in cui c’è la vera “ciccia” cioè i grandi capitali, le grandi rendite, gli evasori fiscali, le sanguisughe speculatrici.

A Roma sabato ci sarà tutto quel mondo variegato e multiforme che ha deciso di non subire in silenzio questa deriva pericolosa per i diritti e per la democrazia; gli indignati (di cui noi di Rifondazione e della Federazione della Sinistra siamo parte integrante e motore fondamentale insieme ad altri soggetti) sono quei cittadini che sono stufi di pagare per conto terzi scelte sbagliate e reiterate; sono quelle persone che non hanno voce in capitolo in un parlamento ormai svuotato da ogni funzione propositiva e di controllo, divenuto solo un votificio e luogo dove vengono perpetrati privilegi ingiusti e insopportabili.

Compito arduo ma non impossibile sarà mettere insieme una protesta/proposta unitaria capace di essere oltre che giusta anche efficace e foriera di risultati pratici.

Il popolo che vuole fortissimamente la patrimoniale affinché paghi chi più ha e chi si è arricchito in questi ultimi anni, che vuole diminuire le spese militari, che vuole ridurre drasticamente gli sprechi e le prebende delle varie caste, che vuole la cessazione immediata delle guerre del capitale, che ha votato per l’acqua come bene comune, contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili, per una legge che sia effettivamente uguale per tutti, che si è stufata dei mille scandali sessuali e di corruzione che avvinghiano tutti i maggiori partiti, batterà un colpo in maniera molto determinata e pacifica.

Se vuoi essere dei nostri contattaci al 347/0583636 o al 334/7158416.

Popoli d’Europa e del mondo RISE UP!!!

mercoledì 5 ottobre 2011

Carovana rosa si, quote rosa no

Al misogino Ricci le donne piacciono solamente in bicicletta, come diceva la famosa canzone degli anni 50, ma non al governo della città.

Preferisce la “carovana rosa” del giro d’Italia (rigorosamente maschile) alle quote che rispettino i generi, quelle che impropriamente sono definite “quote rosa”.

Si adatta, forse, al trand istituito dal suo capo di partito che vede le donne solo come ornamento e svago serale per i suoi festini fatti mentre la barca italiana affonda e precipita nel baratro? O ha troppa paura di andare a toccare fragili equilibri politici talmente delicati che potrebbero creare seri problemi alla maggioranza?

Quanto qualunquismo, quanta mistificazione, quanta mancanza di rispetto per le donne!

Ciò che rimane dopo le continue invettive, le balbettanti scuse addotte, gli attacchi fuori luogo è la certezza che Ricci e le sue truppe non hanno stima delle donne tanto da tenerle lontane il più possibile dalla sua giunta.

La giunta comunale: l’organo decisionale di governo di una città.

Attraverso di essa passano tutte le scelte più importanti e strategiche della vita municipale.

Lo statuto del comune di Assisi recita testualmente “La Giunta collabora con il Sindaco nell’amministrazione del Comune per l’attuazione degli indirizzi generali di governo”.

Sappiamo che la destra spesso non tiene i testi legislativi in altissima considerazione; lo testimoniano i continui attacchi alla Costituzione Italiana e i tentativi di farne scempio che il governo a livello nazionale prova da anni cercando di stravolgere una delle carte fondamentali più evolute, democratiche ed attuali del mondo.

Aspettiamo quindi con fiducia le decisioni del Tar il 7 marzo 2012 certi di festeggiare degnamente, il giorno dopo, la festa che omaggia l’altra metà del cielo.