Il Direttivo del Partito della Rifondazione Comunista di Assisi ritiene che la guerra non sia mai la risposta giusta per la risoluzione delle crisi internazionali.
L’Italia dotata di una delle più moderne costituzioni del mondo, ripudia la guerra come sancito inviolabilmente dall’articolo 11.
Non considereremo mai i bombardamenti come “lo sviluppo naturale delle decisione delle Nazioni Unite” perché colpiscono i civili libici.
È importante che da Assisi, senza retorica, parte un chiaro ed inequivocabile segnale di pace immediata che faccia da controaltare alle scuse accampate per avallare la guerra: perché bombardare la Libia e non la Siria ad esempio? Il vero obiettivo è come sempre il petrolio e il potere e non la democrazia e la libertà dai dittatori.
Questi bombardamenti ci costeranno, solo in questa fase 700 milioni di Euro che piovono sulle nostre teste in un periodo di così grande crisi economica a fronte di una manovra economica correttiva che si preannuncia come tra le più imponenti degli ultimi anni e che attingerà le risorse come sempre solo sulle spalle dei lavoratori; inoltre, dopo i tagli agli enti locali derivanti dal federalismo municipale previsti e alcuni già attuati, vedremo i bilanci dei comuni ancora più decurtati e ciò si tradurrà in meno servizi sociali, meno assistenza, meno asili pubblici.
Come mai i soldi per le guerre si trovano sempre e i nostri figli vanno in scuole dove manca tutto, dai gessetti delle lavagne alla carta igienica?
Non è retorica, è lo stato pietoso in cui si è incuneato il nostro paese.
Non rassegniamoci a digerire tutto come inevitabile, possiamo cambiare lo stato di cose attuale.
Insieme potremo farlo.
L’Italia dotata di una delle più moderne costituzioni del mondo, ripudia la guerra come sancito inviolabilmente dall’articolo 11.
Non considereremo mai i bombardamenti come “lo sviluppo naturale delle decisione delle Nazioni Unite” perché colpiscono i civili libici.
È importante che da Assisi, senza retorica, parte un chiaro ed inequivocabile segnale di pace immediata che faccia da controaltare alle scuse accampate per avallare la guerra: perché bombardare la Libia e non la Siria ad esempio? Il vero obiettivo è come sempre il petrolio e il potere e non la democrazia e la libertà dai dittatori.
Questi bombardamenti ci costeranno, solo in questa fase 700 milioni di Euro che piovono sulle nostre teste in un periodo di così grande crisi economica a fronte di una manovra economica correttiva che si preannuncia come tra le più imponenti degli ultimi anni e che attingerà le risorse come sempre solo sulle spalle dei lavoratori; inoltre, dopo i tagli agli enti locali derivanti dal federalismo municipale previsti e alcuni già attuati, vedremo i bilanci dei comuni ancora più decurtati e ciò si tradurrà in meno servizi sociali, meno assistenza, meno asili pubblici.
Come mai i soldi per le guerre si trovano sempre e i nostri figli vanno in scuole dove manca tutto, dai gessetti delle lavagne alla carta igienica?
Non è retorica, è lo stato pietoso in cui si è incuneato il nostro paese.
Non rassegniamoci a digerire tutto come inevitabile, possiamo cambiare lo stato di cose attuale.
Insieme potremo farlo.











