
Il Blog del Partito della Rifondazione Comunista di Assisi
sabato 23 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
Il replicante

Basta toccare un "nervo scoperto" per scombinare i buoni propositi del mite Ricci di non replicare, come aveva promesso, alle osservazioni sollevategli da chi non è d'accordo con lui.
In questi giorni ecclesiasticamente si è spinto a chiedere una sorta di pax elettorale per il periodo pasquale, esortando la politica a tenere toni pacati ed ispirati alla sobrietà; peccato che abbia omesso di menzionare che a dare un calcio alla stessa sobrietà, portando avanti una campagna faraonica fatta di vele, di gigantografie, di tir e di manifesti che impediscono la pubblicità generica (che costituiscono un vero e proprio schiaffo alle difficoltà di sopravvivenza della maggior parte della cittadinanza), sono proprio lui e i suoi accoliti, ben imitati dai suoi vecchi e nuovi soci in affari.
Nella "replica non-replica" di ieri sulla questione sollevata dall'esposto dell'Avvocato Matarangolo, Ricci ha raggiunto l'apice dell'incongruenza citando la mattonata tra le opere di cui vantarsi.
Vorremmo ricordare all'ex sindaco alcuni titoli di giornale dell'estate del 2001 che parlavano proprio della vicenda "mattonata di Assisi":
"Assisi: sequestrata la Mattonata, ex arbitro in cella - Sotto accusa la società che vendeva i mattoni griffati della «via di San Francesco»" Corriere della Sera 26 giugno 2001;
"Sequestrata la “mattonata” di Assisi. L’ex arbitro di calcio Egidio Ballerini è stato arresto" Unione Sarda 26 giugno 2001;
"Mattonata di Assisi nuovo avviso di garanzia" sito Notizie on-line 1 luglio 2001;
"Hanno beffato San Francesco. Il percorso in onore del Santo (700 metri dalla Basilica alla Porziuncola) doveva essere realizzato con le offerte dei fedeli: 85mila lire a mattone. Ma il denaro, incassato dalla società «Stadio 2000», amministrata dall'ex arbitro Ballerini, è in gran parte scomparso" Quotidiano Nazionale 25 giugno 2001.
Non ci sembra che l'opposizione abbia avuto torto a sollecitare chiarimenti su questi gravi fatti che hanno coinvolto la nostra città come per altri casi che hanno messo Assisi alla berlina a livello nazionale: la direttiva anti-mendicanti, la non accoglienza dei profughi, la cementificazione selvaggia (realizzata con il suo complice ed ex padrone Bartolini) e tanto altro.
Ricci evidentemente non sa che in democrazia l'opposizione, finchè rimane tale, ha il fondamentale ruolo di criticare e spronare le amministrazioni a fare bene.
Quando la Sinistra sarà finalmente maggioranza le tante proposte fatte in questi anni saranno attuate e tutte per il bene di Assisi.
Franco Cesario
Prc Assisi
venerdì 15 aprile 2011
L'inquinamento dei pozzi è stato risolto?
Avevamo promesso che avremmo seguito la vicenda dell'inquinamento dei pozzi nel nostro territorio ma nessuna notizia viene dalla nostra amministrazione, perciò vorremmo sapere dal sindaco Ricci a che punto è la situazione.
Ricordiamo che vi erano dei pozzi privati inquinati dai quali intere famiglie attigevano per le necessità domestiche, potabili e di irrigazione.
Con un comunicato la Regione Umbria ha divulgato la notizia dell'istituzione di un tavolo tecnico per valutare e attuare interventi di bonifica dell'area dei pozzi interessati.
I comuni di Assisi e Bastia Umbra dovevano farsi carico di assicurare l'approvvigionamento idrico ai cittadini proprietari di pozzi inquinati e non aventi utenze pubbliche.
Queste urgenti necessità sono state risolte?
Il nostro comune ha informato e messo a disposizione della comunità tutte le informazioni relative all'inquinamento delle aree interessate?
Ci piacerebbe che il sindaco Ricci rispondesse a queste domande che sono assolutamente prioritarie rispetto alla campagna elettorale faraonica che lo vede protagonista insieme al suo dirimpettaio ed ex alleato Bartolini.
Noi pensiamo che questi siano i problemi che si dovrebbero affrontare per tutelare i diritti e la salute dei cittadini, per questo chiediamo ad alta voce che l'acqua diventi e rimanga per sempre un bene indisponibile e di proprietà della comunità ma che soprattutto nessuno debba nutrire l'idea di fare affari sulla pelle e sulla salute dei cittadini.
Francesco Di Lascia e Franco Cesario
PRC Assisi
martedì 12 aprile 2011
Il dovere della solidarietà e dell'accoglienza
La notizia che il comune di Assisi non ha dato la propria disponibilità ad accogliere alcuni dei profughi della tragedia nordafricana, ormai confermata, ci indigna e ci amareggia. In politica, purtroppo, tutto è possibile ormai siamo abituati ma che l’amministrazione della città emblema della pace, dall’altruismo, della solidarietà, insomma di Francesco non accetti nessun profugo è intollerabile. Non è possibile che il messaggio del santo che ha fatto grande questa città nel mondo venga ignorato. Non possiamo permettere che la sensibilità e l’idea di solidarietà di tanta gente che vive in questa città vengano calpestate. Crediamo sia vergognoso ed indecente tirarsi indietro, per meri interessi elettorali, di fronte a tali tragedie quando anche comuni di centro destra come Bastia Umbra fanno la loro parte e quando si ha una forte rete legata alla presenza del Centro Diocesano della Caritas e di altre organizzazioni di volontariato; queste persone inermi che fuggono dall’oppressione e dalla morte, hanno bisogno di tutto, e lottano quotidianamente per la sopravvivenza. Ci vergogniamo di essere rappresentati da questa amministrazione e da questo sindaco.
Franco Cesario e Francesco Di Lascia
lunedì 11 aprile 2011
Reddito Sociale ad Assisi
Una delle lacune più insostenibili del nostro paese è la bassa spesa per il sostegno diretto ai disoccupati che relega l'Italia tra le ultime posizioni d'Europa. In Italia vengono trasferiti ogni anno ingenti quantità di risorse alle imprese sia sotto forma di incentivi diretti sia come agevolazioni fiscali, tutto ciò con l’obiettivo di aumentare l’occupazione ma il risultato di queste scelte è sotto l’occhio di tutti: disastroso. La disoccupazione è sempre ad un livello superiore rispetto agli altri paesi europei più sviluppati, il precariato è aumentato, l’inoccupazione giovanile e femminile in particolare è a livelli allarmanti. La percentuale di disoccupati di lunga durata è la più alta del contesto europeo. Se a questi dati si aggiunge la crisi economica, che ha contribuito a rendere pessime le condizioni di vita di milioni di cittadini, il quadro è completo. È sempre più alto il numero delle famiglie, un tempo benestanti, nelle quali vi è qualcuno che perde il proprio posto di lavoro; gli enti locali, nel contempo, debbono far fronte al taglio di trasferimenti da parte di questo pessimo governo nazionale. Sulla scorta di esperienze maturate in diverse realtà europee, noi di Rifondazione Comunista Federazione della Sinistra di Assisi, proponiamo che l’amministrazione comunale, della quale faremo parte, ponga in essere iniziative per garantire una forma di reddito sociale da riservare ai giovani inoccupati e ai disoccupati di lunga durata che consista in reddito e servizi sociali gratuiti. Sarà quindi necessario prevedere un pacchetto ampio di servizi quali sanità, trasporto pubblico, agevolazioni sui canoni d’affitto e sui mutui per l’acquisto della prima casa, la formazione professionale, l’ingresso gratuito a mostre, concerti, teatri, impianti sportivi e l’acquisizione gratuita di libri di testo e di supporti audiovideo. Rifondazione comunista - Federazione della Sinistra di Assisi si impegnerà per l’affermazione della coalizione del candidato sindaco Carlo Cianetti mettendo tra le priorità l’attenzione alle categorie più deboli che stanno pagando, come sempre, il prezzo più alto di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità.
Prc Assisi
Franco Cesario
venerdì 8 aprile 2011
La Sicurezza Democratica
Cercare di arginare quella che è stata definita, forse avventatamente, “un’ondata di furti” negli ultimi tempi con un maggiore impiego dei Volontari per Assisi sembra davvero una proposta risibile, e per vari motivi.
Lungi da noi di Rifondazione Comunista negare che vi sia un problema di sicurezza urbana accentuata dalla crisi economica e dalla precarietà del lavoro, ma incentivare un corpo come quello dei Volontari risulta uno schiaffo alle forze dell’ordine, competenti e preposte al compito per legge.
Sono ben altre le misure da mettere in campo per poter instaurare una vera e propria sicurezza democratica, più consona alla tradizione di pace e di solidarietà di Assisi e più giusta perché tendente a smorzare la lotta individuale che il neoliberismo ha creato fra i penultimi e gli ultimi della nostra società.
Misure concrete ed immediate possono andare da una maggiore illuminazione delle strade (ce ne sono tante al buio soprattutto nelle frazioni), alla installazione di cabine di richiesta di sos immediato, alla istituzione di centri sociali vitali e in grado di far vivere la città e di creare una vera socializzazione fra tutti gli abitanti di un quartiere e contemporaneamente di cancellare tutte quelle zone grigie che fanno le nostre città decadenti.
Misure concrete, ripetiamo, attuabili, non demagogiche e non egoistiche, che non stimolano un sentimento di paura ma che cercano, al contrario, di dare una speranza e una svolta vera e positiva senza ricorrere a chiare scorciatoie con le quali si crede di avere la coscienza apposto.
Franco Cesario
Prc Assisi
mercoledì 6 aprile 2011
Primo impegno: creare un fondo di solidarietà per i lavoratori delle aziende in crisi
Non passa giorno senza una accesa polemica tra gli opposti schieramenti della destra assisana. Volano parole grosse: alcuni credono di smascherare un bluff, altri scoprono improvvisamente che il piano regolatore è stato concepito solo a scopi elettorali, altri ancora, fulminati sulla via di Damasco, scoprono il concetto (sicuramente a loro astruso visto il recentissimo passato) di ecosostenibilità dopo aver cementificato Assisi come non mai. Tra manifesti e vele elettorali pieni di slogan vuoti e sempre uguali, tempestati di facce ora minacciose ora vacuamente ed incomprensibilmente sorridenti (verrebbe da chiedersi: “…ma che te ridi…”) gli unici che possono criticare e proporre nuove soluzioni sono coloro che non hanno mai governato Assisi. Nessuno parla delle vere emergenze e delle vere necessità della città. Ad esempio, la tragica situazione della Nizzi surgelati di Santa Maria degli Angeli: da gennaio i lavoratori e le lavoratrici, a cui va la nostra totale ed incondizionata solidarietà, sono senza stipendio e non è stato approntato nessun piano di rilancio, come denunciato dalla Flai-Cgil dell’Umbria. Per questi motivi il primo punto del programma della Sinistra che si propone di governare Assisi deve riguardare necessariamente il deciso taglio delle tante spese inutili di questi anni e creare, da subito, un fondo di concreta solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici che siano coinvolti, loro malgrado, in crisi aziendali, in modo da concentrare la maggior parte delle risorse comunali in tale fondo. Tutto ciò è fondamentale affinché si possa riportare al centro dell’agenda politica le persone, i loro bisogni quotidiani, le loro esigenze di vita, i loro mutui da pagare, le loro bollette, i beni primari. Il vero ed unico senso della Politica, la gente.
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