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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


giovedì 10 dicembre 2009

Manifestazione esaltante, banchetto itinerante




La Manifestazione di Roma di sabato scorso alla quale, con senso di appartenenza e responsabilità, abbiamo partecipato, è stato un salvifico bagno di entusiasmo, una grande prova di democrazia e voglia di partecipare attivamente alla vita politica italiana.
Ci siamo trovati di fronte una straordinaria dimostrazione di come la gente, (nonostante la pesante assenza del Pd…) la nostra gente, vive l’eccezionalità di questo momento politico, a dimostrazione che ancora esistono ideali e appartenenza politica.
Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, alle meravigliose manifestazioni degli anni passati: colori, entusiasmo, allegria, fiducia in un possibile cambiamento nonostante i tempi bui che stiamo vivendo.
Tutti questi giovani hanno dimostrato che il mondo può cambiare e che anzi deve cambiare, senza protervia, senza arroganza ma con la forza di chi crede che un altro mondo è possibile.
Le questioni di questa nostra società ci vengono dipinte o troppo rosee o troppo complicate, invece quel giorno è stato dimostrato che vi è una terza via, quella dei diritti e della Costituzione, principi richiamati fortemente dalla Piazza.
I numeri contano poco in questi casi quando è prassi consolidata (da parte di alcuni che tendenziosamente sono soliti togliere almeno uno zero dal numero dei partecipanti), sminuire una grande partecipazione popolare.
Noi abbiamo visto Piazza San Giovanni piena come al Concerto del I maggio, e tanto ci basta.
Il nostro Popolo ha risposto alla grande, si è mobilitato e ha dimostrato che ha ancora la forza per poter incidere in un Paese come il nostro in cui c’è più che mai bisogno di riaffermare con forza i principi di libertà ed equità sociale, concetti che questo governo becero sta calpestando senza pietà.
Quello di Roma non era solo il popolo anti-Berlusconi ma un insieme di persone che ha una visione ben precisa del mondo, che ha delle proposte concrete e circostanziate.
Noi vogliano che il lavoro abbia di nuovo dignità, che sia messo al centro dell’agenda politica come fondamentale sviluppo del nostro Paese: per questo serve abolire prima possibile la legge 30 e la conseguente precarietà che genera.
Siamo per una svolta decisiva in campo ambientale, per l’energie pulite e rinnovabili che potrebbero anche creare nuovi posti di lavoro.
Vogliamo una società giusta e tollerante che possa includere tutti coloro che vogliano lavorare e produrre ricchezza nel nostro Paese, senza pregiudizi e razzismi di sorta.
Crediamo fermamente che i lavoratori e le lavoratrici italiani debbano essere risarciti delle perdite che ingiustamente stanno subendo a causa della crisi del neo-liberismo.
Per questo continua la nostra campagna per il reddito sociale e la nostra raccolta di firme.
Sabato 12 dicembre saremo di nuovo in piazza, stavolta nelle frazioni, per raccogliere firme, far capire le nostre ragioni e sondare l’umore della gente che vive nelle zone periferiche di Assisi.
Questo il programma:
Ore 10,00-12,00 S.M.Angeli
Ore 14,00-16,00 Petrignano
Ore 16,00-18,00 Rivotorto

martedì 1 dicembre 2009

Bio...testamento...presto!




Proponiamo alle forze di opposizione in seno a Consiglio Comunale di Assisi di elaborare una mozione che preveda l’istituzione del c.d. “Testamento Biologico” per dare l’opportunità, tempi e percorsi necessari per l’istituzione di un registro comunale telematico che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica ed un regolamento d’accesso, così come già discusso in realtà molto avanzate della nostra Regione come Marsciano, Narni, Perugia, dove è stata presentata anche una petizione popolare, e Corciano, Comune in cui addirittura una mozione è stata approvata senza nemmeno un voto contrario, quindi in modo bipartisan anche dalle forze di centro destra, oltre che in varie realtà a livello nazionale e in grandi città come Genova, Firenze, Pisa, Cagliari e Bologna.
Il testamento biologico è un atto legato al principio del consenso informato, accettato da tutti e obbligatorio per legge. Esso da la possibilità di accettare o rifiutare cure quando non si è più in grado di esprimere quel consenso informato al quale oggi medici e pazienti si attengono ogni giorno in Italia.
Non sarebbe assolutamente un tentativo di voler introdurre un giudizio permissivo verso pratiche eutanasiche come ha delirato qualche esponente ultracattolico, posizione, tra l’altro, che testimonia la volontà di creare confusione e smarrimento nell’opinione pubblica sollevando strumentalmente altri argomenti altrettanto importanti ma che non c’entrano in questo caso come quello dell’eutanasia.
Con questo atto vogliamo che sia stabilito anche nel nostro Comune il principio dell’autodeterminazione, per cui ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non solo abbia il diritto di essere curato, ma possa avere la possibilità di esserlo nei termini in cui egli stesso desidera, perché noi siamo fermamente convinti che spetti ad ognuno di noi decidere a quale terapia sottoporsi o quale rifiutare.
Questa esigenza nasce in noi dopo l’approvazione in Parlamento di un testo di legge sul testamento biologico che prevede trattamenti inumani come l'alimentazione e l'idratazione forzata, e si introduce il grottesco principio che permetterebbe ai medici a non rispettare le dichiarazioni anticipate di trattamento firmate dai malati. È evidente, dunque, che anche la certificata volontà di un malato che voglia evitare l'accanimento terapeutico su se stesso non varebbe nulla. Questa norma va a compromettere in maniera grave il principio di autonomia della persona, la nostra sovranità su noi stessi e sul nostro corpo. La volontà del paziente sarebbe, così, subordinata a quella del medico mettendo in discussione la nostra identità individuale.
Rifondazione Comunista si oppone fortemente a questa legge che si configura come una sorta di tortura di stato, scritta sotto dettatura di un integralismo religioso vaticano indegno di uno Stato civile.
In Germania il testamento biologico è stato approvato da tutte le forze politiche insieme alla Congregazione delle Chiese Cattoliche e Protestanti e ciò dimostra che la Chiesa usa il nostro Paese come un fortino da difendere a tutti i costi, mentre in altri Paesi riesce a mediare le proprie ragioni con quelle degli altri.
Per questo ci batteremo contro questa legge in tutti i modi, lanciando anche, se necessario, una vera e propria campagna di disobbedienza civile
Le linee principali della nostra proposta sono:
1. L’istituzione di un registro di raccolta dei testamenti biologici o di dichiarazioni anticipate di volontà;
2. L’elaborazione, come parte integrante dell’atto, di un apposito regolamento comunale per disciplinare la materia;
3. La possibilità che il registro sia riservato ai soli cittadini del Comune, e che abbia come finalità il consentire l’iscrizione nominativa, mediante autodichiarazione, di tutti i cittadini che hanno redatto una dichiarazione anticipata di trattamento con indicazione di un notaio oppure del fiduciario e/o del depositario, allo scopo di garantire la certezza della data di presentazione e della fonte di provenienza;
4. L’adozione di successivi provvedimenti da assumersi nel più breve tempo possibile per l’organizzazione del registro e l’adozione delle singole e conseguenti modalità operative.
La proposta, in mancanza di una norma nazionale, di creare tale registro rappresenta una forma di pressione politica fortissima che parte dei Comuni. Solo con questi strumenti, potremmo arginare e sperare di far tornare sui suoi passi la maggioranza parlamentare e rivedere profondamente un disegno di legge che potrebbe arrivare ad essere l’ennesima legge orrenda del governo Berlusconi.
Su questo documento chiediamo la convergenza ed eventuali integrazioni dei partiti della minoranza, soprattutto di quella che ha rappresentanti in consiglio comunale affinchè possa essere presentata e discussa nel consesso cittadino.

venerdì 20 novembre 2009

Giù le mani dal Cst!


Riteniamo opportuno riprendere la questione del Centro studi sul Turismo di Assisi.
Il nostro Circolo ha sempre sostenuto le rivendicazioni dei lavoratori del Centro Studi in passato, ed oggi torniamo a parlarne anche in relazione al giusto allarme lanciato dai Sindacati che non può non creare in noi che una viva preoccupazione.
Per quanto ci riguarda siamo come sempre a favore di chi lavora e di chi ha contribuito a dare lustro alla Facoltà di Economia del Turismo.
Siamo disponibili a dare una mano in ogni modo a queste persone che vivono un profondo momento di difficoltà.
C'è una strategia per portare la Facoltà di Economia del Turismo da altre parti?
Per noi sarebbe una scelta senza senso. Assisi è la città del turismo per antonomasia (nonostante le politiche fallimentari di questi anni dell’amministrazione comunale).
Il Cst e la Facoltà di Economia del Turismo sono ormai connaturati con la cultura della Città di Assisi.
L’atteggiamento dell'Università di Perugia sta di fatto strozzando la struttura: negli ultimi tre anni l’emolumento pattuito è andato calando da 500.000 a 350.000 agli zero € di quest'anno. Chi ci rimetterà se non i 18 dipendenti del Cst?
Il non finanziamento da parte dell’Università di Perugia non può ricadere sulle spalle dei lavoratori del Centro Studi che hanno contribuito a far divenire la Facoltà di Economia del Turismo un riconosciuto polo d'eccellenza nazionale in campo turistico ed è ingiusto ed eticamente immorale che per altre strategie e per altri interessi, si voglia affossare lo stesso Centro Studi a favore evidentemente di altre facoltà, con lo sviluppo delle quali personaggi che si affacciano ambiziosamente alla politica possano trovare un punto di visibilità.
I lavoratori denunciano l’abbandono anche a livello personale da parte dell'Università di Perugia, che da mesi diserta le riunioni del Consiglio di Amministrazione.
La Facoltà di Economia del Turismo ha avuto 90 nuovi iscritti al primo anno ed ha un totale di circa 400 iscritti, quasi tutti fuori sede. E' una facoltà che gode di ottima salute.
Perché non si decide, ad esempio, di destinare il 20% delle quote che gli studenti pagano per risanare la situazione economica?
La facoltà di Economia del Turismo di Assisi deve il suo successo al costante passaparola che gli studenti ormai laureati fanno con i propri amici e conoscenti. Molti ragazzi si sono iscritti alla facoltà dopo le rassicurazioni avute da chi li ha preceduti, anche e soprattutto, sulle capacità del personale del Cst che hanno dato un valore aggiunto indiscusso alla Facoltà.
Nessuno può sminuire il loro ruolo e la loro importanza classificandoli come semplici operatori del turismo; nessuno, almeno che non voglia sminuirli solo per giustificare o minacciare di spostare la Facoltà stessa.
Non si capisce come mai si voglia abbandonare una struttura la cui utilità è palese anche perché se esiste la Facoltà di Economia è perché i presupposti sono stati messi in campo dal Cst.
Questa situazione avrà forti ricadute economiche anche sull’indotto assisano che da sempre ruota intorno ad una facoltà importante come questa.
Ognuno si prenda le sue responsabilità e si ponga con lo spirito di sistemare le cose, sia dal punto di vista dei livelli occupazionali, sia per un armonico sviluppo delle competenze in un campo così vitale dell’economia come lo è il turismo.
Ne va dell’interesse generale di Assisi.

giovedì 19 novembre 2009

NO B-DAY (OGNUNO HA IL SUO...)





Il prossimo 5 dicembre finalmente l’opposizione al governo Berlusconi si farà sentire, grazie anche al tam tam nato spontaneamente dalla Rete.
Sarà una manifestazione che vedrà rinascere il movimento antagonista a questa destra che sta danneggiando l’idea sociale del nostro Paese a colpi di maglio, scuotendo fin dalle fondamenta ogni pilastro del nostro welfare: il diritto all’istruzione, partendo dalla demolizione della scuola elementare con la reintroduzione del maestro unico e il licenziamento di migliaia di precari, distruggendo quello che era un fiore all’occhiello della cultura italiana e adesso si procede a passi svelti a alla riforma dell’Università.
Il ministro Brunetta, dal canto suo, sta terminando la sua cavalcata populista, demagogica e demonizzante di tutti i dipendenti del pubblico impiego, introducendo misure draconiane come se tutte le colpe dei mali italiani venissero dagli sprechi pubblici, e non anche e soprattutto dall'evasione fiscale.
Intanto il Paese è fermo perché il governo preferisce legiferare d’urgenza sulle beghe giudiziarie del presidente del consiglio, passando dall’incostituzionale lodo Alfano alla riforma del processo breve, un vero e proprio colpo di spugna senza precedenti nella storia repubblicana.
E cosa dire dello scudo fiscale? L'ennesimo regalo ai furbi e alla criminalità organizzata che come sempre godrà di questi provvedimenti mascherati da interesse generale dell'economia italiana.
La gente intanto perde il posto di lavoro, perde le certezze sociali, diviene sempre più inerme; sta avvenendo così l’americanizzazione del nostro Paese.
Alla finestra vi è la riforma delle pensioni, la privatizzazione della sanità ed è di queste ore la sconsiderata approvazione della legge sulla privatizzazione dei gestori delle acque.
Tutte sciagure annunciate.
È vero: stanno rivoltando questo Paese come un calzino e lo stanno consegnando a lupi affamati che si apprestano a sbranarlo senza pietà.
Invitiamo perciò tutti e tutte coloro che sentono questi problemi, a partecipare alla manifestazione che si terrà a Roma.
Oggi più che mai è importante manifestare la propria indignazione verso questa vera e propria emergenza democratica.
Come sempre il Pd nicchia, ma speriamo che il popolo elettore di questo partito voglia essere presente per dare un segnale netto di risveglio.
Ad Assisi, nel frattempo, la destra sembra ai ferri corti.
Ormai non solo noi dell’opposizione (alla cui critiche Ricci ha incredibilmente dichiarato di non voler più rispondere) ma anche la stampa locale evidenzia le spaccature profonde prodotte dal Podestà in eterno conflitto contro tutto e tutti per affermare la sua monarchia assoluta sulle terre della città serafica.
È di questi giorni la presunta dichiarazione del sindaco Ricci che non avrebbe intenzione di ricandidarsi come Sindaco della città ma che addirittura aspirerebbe al più alto scranno della Regione Umbria, forse tentato dalla possibile rimonta che il Pdl sta completando in questi ultimi anni nei confronti di un Pd sempre più confuso e in balia degli eventi.
Da parte nostra abbiamo deciso di cominciare un cammino che ci porterà alle elezioni del 2011 mettendo in primo piano le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori che in questi mesi stanno pagando, lo ripetiamo fino al parossismo, SENZA COLPA, la crisi neoliberista.

sabato 14 novembre 2009

UN NUOVO INIZIO...ANCHE AD ASSISI
































































Sabato 14 novembre nella bellissima Piazza del Comune di Assisi abbiamo predisposto il banchetto per la sensibilizzazione e la relativa Raccolta Firme sulla proposta di legge regionale per istituire il Salario Sociale per i disoccupati, per coloro che hanno perso il posto di lavoro e per i precariamente occupati.
Non avevamo dubbi che questo fosse un problema sentito. Infatti abbiamo riscontrato un interesse ed una attenzione notevoli. La cosa che più ci ha positivamente sorpresi è stato l’interesse che i giovani hanno dedicato all’argomento. Un reddito certo per chi sta subendo, senza colpa, gli effetti della crisi neoliberista è una questione che crea anche consenso politico.
Abbiamo ospitato con piacere rappresentanti rilevanti della Mongolfiera; hanno apposto la loro firma anche compagni della base del Pd. Tutto questo ci ha convinti che è necessario andare avanti con l’informazione e la raccolta firme; continueremo nei prossimi giorni sulle piazze delle frazioni di Assisi e a breve proveremo ad organizzare un’assemblea pubblica sul tema.
Un grazie di cuore a tutta la gente umbra e non che ci ha onorato della loro attenzione.
Molte persone di altre Regioni (Veneto, Campania, Lazio, Emilia Romagna) ci hanno detto che non appena la raccolta firme diverrà nazionale, firmeranno senza indugi.
Questa è la dimostrazione che quando gli argomenti che si affrontano sono sentiti e centrati si crea consenso, anche tra gente di estrazione politica differente.
Come sempre Rifondazione è in prima linea a favore dei bisogni e delle necessità della gente.
E si va avanti…



lunedì 9 novembre 2009

SABATO 14 NOVEMBRE DALLE 15 ALLE 19 PIAZZA DEL COMUNE AD ASSISI RACCOLTA FIRME PER IL REDDITO SOCIALE


Le politiche di Rifondazione Comunista come sempre sono rivolte alla tutela delle classi meno abbienti e da ciò è nata la battaglia sulla questione del salario sociale.
Stiamo elaborando una legge regionale che possa introdurre questo istituto di tutela per coloro che stanno subendo gli effetti più nefasti della crisi economica.
Per molti giovani, e non, l’unico ammortizzatore sociale è il sostentamento della famiglia. Ciò non è tollerabile in un paese civile.
Forme di salario sociale sono previste in tutta Europa come viene evidenziato da una ricerca di Arnstein AAssve un docente norvegese della SDA della Bocconi di Milano.
Da questo studio emerge che:

Regno Unito: Legge di riferimento Disposizioni generali sul reddito minimo, 1987 legge sul reddito sociale; amministrazione della previdenza sociale. Da 669 € per individui di 25 anni a 1834 € per coppie con 3 figli di 8-10 anni. Sanità, prescrizioni del Sistema Sanitario Nazionale gratuite, cure dentistiche gratuite, visite ed Esami Oculistici, riduzione del costo del trasporto ospedaliero, alloggio e riscaldamento (compresi alloggi ipotecari), affitto (può essere coperto dal sussidio), sostegno all’alloggio per disoccupati e lavoratori basso reddito (Non è accordata per chi ha un reddito superiore ai 22623 €). Indennità max 100% dell’affitto e costi delle utenze. Mensa scolastica gratuite, latte gratis per donne incinta, prestiti per situazioni critiche, aiuti per spese funerarie. Non è tassabile. Durata illimitata.

Svezia: Legge gennaio 2002. Da 374 € per single a 1305 € per coppie con 3 figli di 8-10-12 anni. I residenti hanno diritto al reddito sociale; assistenza sanitarie per la quasi totalità pagate; previsto per persone con ritardi mentali o autismi; per malati cerebrali permanenti; disturbi fisici e mentali non dovuti all’invecchiamento con bisogno di aiuto esterno con aiuto finanziario per coprire spese mediche; spese per alloggio adeguato; aiuti per spese per elettricità, assicurazione casa, spostamenti per e da lavoro, occhiali, iscrizione ad un sindacato e al fondo assicurativo per la disoccupazione. Durata illimitata fino al miglioramento delle condizioni economiche.

Germania: Legge del 1/1/2005 comprensivo di alloggio e riscaldamento da 668 € per single a 1859 € per coppie con 3 figli di 8-10-12 anni. Sanità: protezione completa in caso di malattia attraverso pagamento contributi assicurazione sanitaria o pagamento diretto della sanità; indennità per cieche civili; sussidio familiare per istruzione dei figli cumulabile con la Sozialhilfe; promozione della formazione professionale.

Olanda: Oltre al reddito di “sopravvivenza” esiste il Wik destinato agli artisti “per permettergli di avere tempo per fare altro” (600 € mensili).

Leggi simili in Lussemburgo, Norvegia, Austria, Belgio.

Sabato 14 novembre ad Assisi in Piazza del Comune dalle ore 15 alle ore 19 ci sarà un banchetto di Rifondazione Comunista di Assisi sull’argomento e una raccolta di firme affinché sia il Comune di Assisi che la Regione Umbria accolgano questa nostra iniziativa.
INTERVERRA' IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PRC STEFANO VINTI, PROMOTORE IN CONSIGLIO REGIONALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE

giovedì 5 novembre 2009

Il presepe di Ricci: con o senza pastorelli?





Chi ha frequentato le scuole negli anni 70-80 sa che quasi mai il crocefisso era presente nelle aule scolastiche e ancor più raramente negli edifici pubblici in genere.
L’Italia era la stessa: aveva, e ha, una cultura cristiano-giudaica.
Nessuno mai, però, aveva sentito la necessità di ostentare una appartenenza religiosa, forse anche perché gli orientamenti religiosi sono da sempre una questione personale che si consuma nell’intimità delle proprie riflessioni.
Oggi, in tempi oscuri di guerre religiose, di nuove crociate, in tempi di massicce intrusioni della chiesa per abbattere la laicità dello stato, il crocefisso è divenuto, senza proprie colpe ovviamente, non più un segno di pace, ma indiscutibilmente un segno di guerra.
Per quanto ci riguarda bocciamo come ridicola la proposta del sindaco Ricci di mettere nei luoghi pubblici anche il presepe, sebbene sia una battuta che procede sulla falsa riga della provocazione. Crediamo che i sentimenti di solidarietà, di altruismo e di condivisione che dovrebbero appartenere alla cultura cattolica, ma che sicuramente appartengono a noi comunisti, dovrebbero essere non ostentati ma praticati ed è strano e stupefacente che delle questioni che riguardano di questi principi cristiani se ne faccia paladina la destra che per sua natura è antiegalitaria, escludente e che in Italia si distingue per l’accanimento con cui da la caccia ai migranti.
In paesi ben più civili del nostro, come la Francia, seppur di secolare tradizione cattolica, nessuno si sognerebbe di mettere in un luogo pubblico, e quindi per definizione di tutti, un simbolo che potesse escludere anche una minima parte della popolazione. Per questo motivo non è permesso ai fedeli mussulmani portare il chador o il burqa nelle scuole pubbliche francesi ad esempio.
Impraticabile la strada dell’esposizione di tutti i simboli religiosi e confessionali, tra l’altro non possibile in uno stato che si definisca pienamente laico, l’unica alternativa è la rimozione.
Il papa eletto dopo la morte di Woytila ha cambiato molto l’orientamento dei fedeli italiani dando una svolta integralista al Vaticano; la destra italiana segue solo questo canale ciecamente e senza senso critico.
Il sindaco Ricci (che pur di solito ha un atteggiamento mansueto) per essere coerente con l’idea francescana della città di Assisi e non solo con meri simboli, dovrebbe implementare una idea di accoglienza e di disponibilità verso chi ha bisogno, esattamente come faceva il santo poverello.
Potrebbe dare un primo segnale concreto abolendo la scandalosa norma antimendicanti per esempio.