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Il Blog di Rifondazione Comunista di Assisi


giovedì 22 ottobre 2009

Il piano per s..fasciare la Scuola Pubblica




Le annose questioni sui disagi e le gravi problematiche delle scuole assisane non sono altro che la ricaduta locale di un preciso disegno del governo centrale per la sistematica destrutturazione della scuola pubblica italiana.
Il piano che si attuerà con la riforma Gelmini è altro un modo per depotenziare la scuola e si basa in primis sulla demonizzazione dei dettami e i principi che finora hanno caratterizzato la scuola pubblica italiana, tacciata di eccessivo estremismo di sinistra.
Premesso che la Cultura non ha colore politico, vorremo ricordare ai novelli censori che essa è fatta da chi ha gli strumenti per poter incidere fattivamente sulla stessa.
Le mosse del Ministro all’Istruzione, sicuramente non farina del suo sacco, fanno la sponda al trionfante ingresso, nel mondo dell’istruzione, dei privati, dipinti come salvatori della patria, per far si che la si salvi da quello che vogliono far passare per uno sfacelo totale.
Ma non è così.
Introdurre elementi di privatizzazione nella scuola pubblica, favorendo le scuole cattoliche e altre amenità simili, porterebbe solamente ad un’istruzione d’èlite, accessibile solo a chi ha i mezzi per permettersela, relegando i meno abbienti alle scuole professionali, nella migliore delle ipotesi.
Tagliare fondi alle scuole, inoltre, come sta facendo sistematicamente il Ministro Gelmini, inciderà anche sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici già tragicamente fatiscenti e soggetti a crolli non appena ci sia un evento naturale catastrofico (vedi S.Giuliano di Puglia).
Invece di investire sul sapere il governo fascistoide di Berlusconi taglia fondi, accorpa classi, licenzia docenti e personale Ata, facendo ricadere i danni della crisi economica sui lavoratori, evidentemente facili bersagli, invece di eliminare i veri sprechi, creando una situazione a dire poco critica.
E poi Tremonti parla di posto fisso! Che incredibile faccia tosta da parte di un eminente esponente del governo che fa del neoliberismo sfruttatore il proprio faro guida!
Inutili le boutade del ministro Brunetta sulla falsa riga del vecchio gioco “poliziotto buono – poliziotto cattivo”.
Quello del Ministro dell’economia non è altro che un maldestro tentativo di indirizzare la politica italiana verso un compiuto populismo omnicomprensivo in cui non si distinguano bene i contorni fra opposizione e maggioranza, in modo da poter governare in secula secolorum.
Ma il gioco è stato smascherato.

giovedì 15 ottobre 2009

Sugli spostamenti degli impiegati c'è poco da ridere




Negli uffici della Colussi, situati a Torgiano, da qualche mese gira uno spettro, quello dello spostamento di alcune sue "parti" nella grande Milano. Ora questo spettro ha preso consistenza per 31 "unita’", una volta volgarmente chiamate persone, e per esorcizzarlo l'azienda ha posto in cambio 400 € lorde per 12 mesi, un anticipo del 70% del loro t.f.r. e ben otto giorni di albergo per trovare una nuova magione, che equivarrebbero a due settimane secondo le alte dirigenze, visto e considerato che il venerdì i neo-milanesi tornerebbero nella regione natia per raccontare ai propri cari, ivi rimasti, la bellezza di come si vive nella Milano da bere.
Nonostante alcuni anni fa la direzione aziendale aveva garantito che il centro direzionale di tutto il gruppo, ben 7 siti in Italia, sarebbe rimasto in Umbria, ora applicando la massima partenopea "scurdammoce 'o passato" si propone un cambio di verde, dal verde vegetazione tipico dell' Umbria a quello leghista tipico "lumbard".
Il tutto avviene sfatando un mito provinciale, quello che a Milano la vita costa di più che da noi, in vero costa meno ed in più potranno usufruire dei mille vantaggi di quella città, aria buona a targhe alterne, andare a vedere "La Traviata" alla Scala a prezzi modici, comprare abiti griffati all'outlet "via monte Napoleone" e tanti altri surplus che riempIono la vita di gioia, non contando che potranno usufruire fino a Firenze per il ritorno alla lontana casa natia, del nuovissimo treno "Freccia rossa", che pur avendo il Bolscevico colore è una sintesi di efficIenza, progresso e velocità, a prezzi leggermente rialzati per un Eurostar ridipinto.
Gli impiegati ritenendo scarsa la controfferta, dopo anni di impermeabilità ad ogni forma di lotta, hanno deciso di scioperare riuscendoci con un ampia adesione, chiedendo un tavolo di trattative in cui discutere con azienda, sindacati e politici locali, per cercare di rimediare o mediare il tutto.
Sfortuna vuole che essendo passato il cosiddetto "Scudo fiscale" gran parte dei capitali che rientreranno verranno reinvestiti nel settore immobiliare, facendo lievitare ulteriormente i prezzi di case ed affitti, non facilitando certo la vita dei migranti Umbri.
Se Sparta piange Atene non ride, quindi anche per gli impiegati rimasti e per gli operai dello stabilimento di Petrignano d'Assisi cominciano a sorgere dubbi sul futuro del gruppo, forse sarà il caso di ricompattare le file? Per questo Rifondazione Comunista d'Assisi è con i lavoratori della Colussi e appoggia e appoggerà ogni loro forma di lotta.
Moreno Sdringola
Responsabile lavoro Prc Assisi

martedì 13 ottobre 2009

Il Reddito Sociale un atto di civiltà


Il PRC continua la sua battaglia per cercare di affrontare i danni che la crisi capitalistica ha prodotto nei confronti dei lavoratori.
Noi proponiamo di istituire il salario sociale per disoccupati e inoccupati, una misura tutt'altro che rivoluzionaria che trae le sue radici dalla cultura socialdemocratica e non solo, (Paesi come il Regno Unito e la Germania lo praticano da molto tempo) per poter avere una minima certezza di sopravvivenza economica in questa società sempre più allo sbando.
Tutto questo a dimostrazione dell'impegno e dell'attenzione che il Prc pone nei confronti di chi vive pesantemente le difficoltà di questi anni bui, sulla falsa riga di un impegno continuo e assiduo che indiscutibilmente ci ha sempre visti in prima linea, nonchè della nostra disponibilità, mai venuta meno, anche se non abbiamo rappresentati in Consiglio Comunale, di collaborare con le forze democratiche per sviluppare un'idea progressista e per provare a disarcionare l'amministrazione di destra della nostra città.
Siamo convinti della bontà e della necessità di questo progetto e per questo come sempre nel nostro territorio chiediamo l'aiuto e la disponibilità di quella parte della minoranza elette nel consesso comunale.

Proponiamo ai rappresentanti del centro sinistra di metterla all'ordine del giorno con iter prioritario.

ORDINE DEL GIORNO

avente per oggetto: “Disposizioni urgenti del Consiglio Comunale in sostegno alla Proposta di Legge Regionale recante: Istituzione del reddito sociale - Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati”

Premesso

che il sistema del lavoro negli ultimi decenni ha subito profonde modificazioni e trasformazioni, che ne hanno cambiato radicalmente caratteristiche ed aspetto;
che il lavoro a tempo pieno e per tutta la vita è stato fortemente messo in discussione da una radicale trasformazione delle forme della produzione e di regolazione dei rapporti tra impresa e lavoro, dalla decentralizzazione della produzione e dalla flessibilità della prestazione;
che il lavoro fisso è oggi sempre meno una possibilità reale, anzi la condizione più diffusa è quella dell'incertezza e della precarietà del lavoro e della vita
che il nuovo sistema del lavoro basato sulla flessibilità ha esteso e poi generalizzato le forme di lavoro a termine, stagionale o d'inserimento che in precedenza erano circostanziate nel tempo e relative solamente ad alcune tipologie di produzione;
che dette forme di lavoro si presentavano come fase transitoria della vita lavorativa, una sorta di periodo di apprendistato circoscritto nel tempo prima di entrare nel mondo del lavoro a tempo indeterminato;
che oggi, al contrario, la temporaneità della prestazione è stata esportata da settori specifici a tutta la produzione industriale e dei servizi;
che la flessibilità si è imposta come modello di riferimento generale per tutto il mondo del lavoro e, con essa, la precarietà si è progressivamente generalizzata, coinvolgendo vasti segmenti produttivi e strati sempre più larghi di lavoratori;
che secondo ricerche condotto dal CNEL e dall'ISFOL nel periodo 1991/97 la possibilità di un giovane di trovare lavoro a tempo indeterminato era attorno al 40%, tra il 1988 e il 2003 è scesa al 25 %, oggi addirittura al 18%;
che il lavoratore flessibile ha visto aumentare l'incertezza per il futuro, vivendo una condizione di precarietà di vita perchè si è trovato privo di qualsiasi protezione sociale, in quanto all'introduzione della flessibilità del lavoro e alla liberalizzazione del rapporto tra impresa e lavoratori, non ha corrisposto un analogo adeguamento del sistema delle tutele e delle garanzie che sono invece rimaste centrate sul vecchio modello di rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
che il lavoro flessibile assume sempre più le caratteristiche di un lavoro individualizzato, dove il lavoratore è solo nel suo rapporto con l'impresa e con un sistema di tutele e di garanzie sempre più ristretto;
che il lavoratore flessibile non solo si trova in una condizione di minori tutele e garanzie, ma la precarietà del rapporto di lavoro, il continuo passaggio da periodi di occupazione a periodi di disoccupazione, lo porta ad essere un soggetto fortemente esposto al rischio povertà;
che lo stesso sistema di ammortizzatori sociali è sostanzialmente centrato sulla Cassa Integrazione, che riguarda una quota molto bassa del totale degli occupati al cospetto di crisi aziendali e dal quale sono esclusi i lavoratori delle piccole imprese e della maggior parte delle aziende di servizi;
che ancora peggiore si presenta la situazione per i giovani fino a 25 anni, che in Italia solo in misura dello 0,65% sono interessati da azioni di sostegno al reddito, rispetto al 57,5% dell'Inghilterra, al 53% della Danimarca, al 51% del Belgio, solo per dirne alcune;
che al tempo stesso, il protrarsi della crisi acuirà quelli che sono i nodi strutturali che da tempo interessano il mercato del lavoro regionale, primo fra tutti i forti livelli di precarizzazione dell'occupazione, che ogni anno interessano almeno 50.000 occupati;
che dall'inizio di quest'anno anche l'Umbria è chiamata a fare i conti con la crisi le cui ripercussioni sono pesanti, anche perchè la crisi coglie l'Umbria in una fase delicata di cambio di marcia, in cui si stanno esaurendo le spinte propulsive che hanno caratterizzato il recente passato - la fine del ciclo di ricostruzione post-sisma e una diversa ripartizione dei fondi comunitari- e si avvicina una fase di riallineamento economico-finanziario imposto dall'imminente avvento del federalismo fiscale;
che i dati sulla cassa integrazione, in modo particolare, ci parlano di un mondo del lavoro in sofferenza con la concreta attualità di un aumento del numero delle famiglie che si collocano nell'area della povertà o nelle immediate vicinanze della soglia di povertà;
che tra gli effetti più devastanti della crisi c'è anche un dato difficilmente quantificabile, ma più che mai reale e preoccupante, relativo all'impatto che produce sul mondo del lavoro atipico e precario, quello che interessa le giovani generazioni, gran parte della manodopera femminile e molto del primo impiego. Sono moltissimi infatti i contratti a termine che non vengono rinnovati per il calo della produzione e del fatturato delle imprese, così come sono molti i lavoratori interinali che restano a casa. Tutti lavoratori che restano esclusi da qualsiasi garanzia e dagli ammortizzatori sociali;
che la crisi non fa dunque che accelerare, anzi radicalizzare, il disagio economico di centinaia di persone anche nel nostro comune e rimanda alla necessità di interventi massicci di politiche pubbliche, di interventi sociali e di redistribuzione delle risorse economiche verso quella parte del mondo del lavoro, e non solo, maggiormente esposta ai contraccolpi di questa;
che l'attuale crisi impone di intervenire con urgenza, a maggior ragione nel nostro Paese che, assieme alla Grecia è l'unico Paese dell'UE privo di forme generalizzate, ordinarie o straordinarie, di sostegno al reddito;

Premesso altresì:

che con il presente disegno di legge si avanza una proposta di istituzione di una misura di reddito sociale, inteso come strumento per assicurare a tutti coloro che sono in cerca di lavoro o hanno perso il lavoro un reddito minimo garantito da erogarsi in forma diretta (monetaria) ma anche indiretta (beni e servizi);
che la principale caratteristica dell'intervento proposto è quella di intervenire non solo sulle emergenze sociali e sulla povertà, ma proprio in forza del mix di strumenti proposti, di incidere affinché non si giunga alla gestione dell'emergenza e del disagio nel momento più difficile per una persona: un intervento, cioè, che si caratterizza non come misura di ultima istanza, ma intervenga, fin dall'avvio delle problematiche, quando il rischio si paventa;

Considerato

che il disegno di legge proposto prevede che per ottenere i benefici individuati è necessaria: la residenza nella regione da almeno 24 mesi al momento della presentazione della domanda; l'iscrizione nelle liste di collocamento dei Centri per l'impiego; un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell'anno precedente; il non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico;
che per le finalità previste dalla proposta di Legge deve essere istituito un apposito "Fondo regionale per il reddito sociale" con uno stanziamento annuo pari a 4 milioni di euro, i cui oneri saranno coperti mediante una riduzione di pari importo del Fondo Unico regionale per le attività produttive industriali;
che oltre all'erogazione di una somma di denaro non superiore ai 7.000 euro l'anno, la proposta di legge prevede di attribuire ai Comuni e alle Province la facoltà di erogare una serie di prestazioni indirette volte a garantire la circolazione a tariffa ridotta dei mezzi pubblici locali e la gratuità dei libri di testo scolastici, a favorire la fruizione di attività e di servizi a carattere culturale, ricreativo o sportivo e a contribuire al pagamento delle forniture di servizi pubblici, così come sempre gli enti locali, nell'ambito delle risorse disponibili, potranno prevedere l'erogazione di contributi per ridurre il canone di locazione;

Considerato altresì

che è in discussione presso la III Commissione del Consiglio Regionale dell'Umbria la sopra esposta proposta di Legge Regionale volta alla Istituzione del reddito sociale quale forma di sostegno al reddito per disoccupati, inoccupati o precariamente occupati;
che la stessa Commissione ha previsto una audizione pubblica sul tema per il 9 ottobre, presso la Sala partecipazione del Consiglio Regionale, aperta al contributo di tutti gli Enti, pubblici e privati, e di tutti i cittadini, singoli o associati;

Vista

la necessità anche per questo Comune di intervenire in fase di sostegno e/o partecipazione considerate le facoltà per esso previste dalla Proposta di Legge di intervenire ulteriormente ad integrazione delle misure per il reddito sociale;

Il Consiglio Comunale di

sostiene con decisione la Proposta di Legge recante "Istituzione del reddito sociale - Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati e precariamente occupati" attualmente in discussione presso la III Commissione consiliare permanente della Regione dell'Umbria;
impegna il Sindaco e la Giunta comunale a sostenere presso tutte le sedi deputate detta Proposta di Legge, proponendo anche, se del caso, proposte migliorative in fase di partecipazione;
impegna il Sindaco o suo delegato alle Politiche sociali a partecipare a tutti gli incontri che saranno previsti e posti nel calendario regionale delle iniziative di partecipazione;
impegna, altresì, il Sindaco o suo delegato alle Politiche sociali a partecipare la suddetta eventuale volontà in sede di Conferenza degli Assessori del Piano di Zona;
invita, infine, a trasmettere copia di questo Ordine del Giorno, qualora venga accolto da questo Consiglio comunale, al Presidente del Consiglio Regionale dell'Umbria, al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente della III Commissione consiliare permanente della Regione Umbria.

martedì 6 ottobre 2009

ATTIVO (E MAI DOMI...) DEI CIRCOLI PRC ASSISI E BASTIA UMBRA


Si è tenuto ieri sera 5 ottobre dalle ore 21,00 presso il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Bastia Umbra un partecipato attivo degli iscritti e dei simpatizzanti dei Circoli del Prc di Assisi e Bastia Umbra alla presenza del Segretario Provinciale Enrico Flamini e degli organi direttivi dei due circoli menzionati.
La discussione, appassionata e convinta dei militanti, ha abbracciato vari argomenti.
Le importantissime questioni nazionali e internazionali vertenti la gravosa crisi economica conseguente all’operato della stolta finanza capitalistica che come sempre ha penalizzato i lavoratori, che non ne sono stati la causa e che comunque, per una logica perversa, ne pagano le conseguenze. Il Prc, proprio per questo, sta promovendo a livello regionale varie iniziative fra cui spicca quella dell’ istituzione del Reddito Sociale a favore di disoccupati, inoccupati e precariamente occupati, atta ad aiutare concretamente queste categorie di cittadini; nei comuni dove è rappresentato il Prc ha presentato ordini del giorno per far in modo che questo provvedimento possa essere conosciuto e, nei limiti dalle disponibilità economiche degli stessi comuni, applicato.
Altre iniziative di qui a breve riguarderanno l’applicazione della legge regionale che istituisce la convenzione odontoiatrica che permetterà ai cittadini di usufruire dei servizi dentistici abbattendo i costi del 50-70%, e anche per questo il Partito si attiverà affinché i presidi odontoiatrici funzioni.
Altro argomento affrontato è stato quello dei beni comuni ed in particolare dell’acqua, bene essenziale, di cui i costi di gestione sono divenuti insostenibili. Rifondazione ha riportato proprio in queste ore una significativo risultato nel momento in cui i sindaci dei comuni dell’Ato 1 hanno pubblicamente dichiarato di essere contrari al deposito cauzionale per Umbracque.
Il Prc, inoltre, in questi giorni sta concretizzando la costituzione della Federazione di Sinistra Alternativa e Anticapitalista con il PdCI e Socialismo 2000 di Cesare Salvi e aperta a tutte le altre forze democratiche, alle associazioni del panorama politico italiano ed ai singoli cittadini che vogliano farne parte.
Dagli interventi sono state sollevate anche gravi questioni locali come la crisi occupazionale dell’azienda Susta, i problemi ambientali legati al depuratore di Bettona, la crisi del Cst di Assisi e della Scuola per Sordomuti, nonché le polemiche innescate da una manifestazione d’èlite come Assisi Endurance.
La partecipazione di tanti e giovani fa ben sperare per il futuro di Rifondazione Comunista e della Sinistra di Alternativa, un movimento politico di cui l’Italia, oggi più che mai, ha bisogno, viste le nefaste politiche antipopolari e a favore dei ricchi messe in campo dal peggior governo della storia repubblicana (diremmo degli ultimi 150 anni).
Da questo momento in poi è aperta la creazione di una aggregazione di tutti coloro che a sinistra hanno a cuore le questioni del lavoro, della redistribuzione del reddito e di tutti gli argomenti che sono riconducili ad una idea democratica e di sinistra.

venerdì 25 settembre 2009


Riteniamo di dover presentare una proposta di ordine del giorno al Consiglio di Assisi sulla proposta di legge per l’allargamento della soglia di sbarramento al 4% anche per le elezioni regionali, provinciali e comunali in quanto ci preoccupa il fatto che questa legge, se approvata, potrebbe portare ad una deriva antidemocratica che favorirebbe solamente i due maggiori partiti italiani.
Ci duole constatare che questa proposta continua nella strategia, voluta anche dal Pd in accordo con il Pdl, che cerca di manipolarne l’elettorato italiano facendogli credere alla bufala del cosiddetto voto utile.
Il vero voto utile è quello espresso da ognuno di noi in modo libero e consapevole.
Con questo ennesimo atto cerchiamo inoltre di far comprendere all’opposizione assisana il nostro spirito di collaborazione con idee e fatti precisi in modo che nessuno possa affermare che ci sia mancanza da parte nostra di progettualità.

ORDINE DEL GIORNO

avente per oggetto: “Contro lo sbarramento al 4% nelle elezioni regionali, provinciali e comunali”

CONSIDERATO

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha avviato l’esame della proposta di legge n. 2669 avente ad oggetto le modifiche alla legge 2004 n. 165 e norme transitorie per le elezioni dei consigli regionali e dei presidenti delle giunte regionali da tenersi nell’anno 2010, nonché le modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;

VALUTATO

Che la proposta di legge A. C. 2669 contiene l’introduzione di una soglia di sbarramento pari al 4% per l’attribuzione dei seggi nei consigli regionali, provinciali e comunali, indipendentemente dall’appartenenza ad una coalizione;

Che imporre una soglia minima di accesso come principio fondamentale del sistema di elezione dei consigli regionali interferisce pesantemente con l’autonomia che l’art. 122 della Costituzione assegna alle regioni;

Che l’introduzione di un medesimo sbarramento alle elezioni europee ha già determinato l’esclusione dalla rappresentanza parlamentare in Europa per milioni di italiani, pari al 13% degli elettori;

RITENUTO

Che la proposta di legge A. C. 2669 non giova affatto alla stabilità delle giunte in quanto le attuali leggi elettorali assicurano tutte consistenti premi di maggioranza che non consentono alle forze politiche minori di determinare la caduta degli esecutivi, ne sia prova il fatto che negli ultimi 5 anni nessuna giunta regionale è stata sfiduciata;

Che lo sbarramento al 4%, come per le elezioni europee, intacca il pluralismo democratico e limita la rappresentanza di milioni di italiani che non si riconoscono nelle attuali forze politiche presenti in Parlamento;

Che la medesima soglia elettorale per i Comuni e le Province non tiene affatto conto della diversità di funzioni tra lo Stato e gli Enti locali e che l’autonomia delle istituzioni locali deve esplicarsi attraverso la rappresentanza in consiglio di ciascuna minoranza presente sui territori;

Che in tal modo viene annullato il confronto in atto per la definizione del nuovo codice delle autonomie col paradosso di restringere la rappresentanza democratica nei comuni e nelle province senza aver deciso quale sia il ruolo fondamentale di tali enti nell’ambito del provvedimento sul federalismo;

Che la proposta di legge risulta ipocrita nel momento in cui, per le regioni, cancella dal diritto alla rappresentanza milioni di elettori, riconoscendo tuttavia agli stessi la possibilità di essere conteggiati nel calcolo delle preferenze ai “governatori”;

Che la proposta è del tutto funzionale al rafforzamento degli esecutivi e degli assetti presidenzialistici ed a ridimensionare ancor più il ruolo delle assemblee elettive;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ASSISI

CHIEDE

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati respinga la proposta di legge n. 2669;

DISPONE

L’invio del presente Ordine del giorno approvato ai Capigruppo delle forze politiche in Parlamento, ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, ai Presidenti ANCI ed UPI, al Presidente della Conferenza delle Regioni.

lunedì 21 settembre 2009

Dàgli al diverso




Non finirà mai di stupirci la barbarie espressa dalla destra!
In particolare da quella assisana.
Questa da sempre si distingue per l’ assurdità delle sue proposte e per il rifiuto della diversità e nei confronti degli emarginati.
Al contempo noi non perderemo mai l’occasione di censurare la loro ferocia.
Martelli ha rilasciato una dichiarazione ai giornali nella quale chiede all’amministrazione comunale, sulla scorta anche dell’ordinanza anti-mendicanti che ha reso tristemente famosa Assisi, di fare di più contro i venditori abusivi, rei di essere troppo insistenti nel chiedere alla cittadinanza di poter vendere qualcosa.
Nel suo comunicato è persino capace di inserire un pizzico di pietismo, definendoli “poveri disgraziati sfruttati da organizzazioni criminali” e una notevole botta al sindaco Ricci, dicendo che ha “perso lo smalto di una volta”, tradendo però la sua natura intollerante nel momento in cui li definisce testualmente “vù cumprà”.
Ci sembra quantomeno limitato, per usare un eufemismo, utilizzare un tema tanto delicato quanto populista, per attaccare Ricci e segnare il territorio per le future battaglie e lotte intestine al Pdl.
Martelli punta a stimolare nella cittadinanza la questione della turbativa della sua tranquillità come se questa davvero potesse essere messa in pericolo da questa gente a cui il magnanimo Martelli non permette nemmeno di sopravvivere.
Oltre ad istigare l’opinione pubblica e l’amministrazione comunale, già molto “ben” schierata nei confronti della diversità, cosa propone Martelli?
Vuole trasformare Assisi da città della Pace a un ricettacolo intollerante e accessibile solo a chi ha denaro a fiumi da spendere?
Vuole che Assisi sia una città nostalgica di un passato fortunatamente tramontato e che noi ci auguriamo (e lotteremo sempre affinché) non torni più?
Martelli cavalca il clima di intolleranza che sta infettando l’intera Penisola.
Aggressioni omofoniche tutti i giorni, respingimenti di migranti dalle nostre coste, anche oggi la notizia di un’uccisione di un lavavetri a Roma.

Le divisioni e le diversità devono venire fuori da questi argomenti e non dalla spartizione del potere. Perché di questo si tratta nella lotta nel centro destra di Assisi.
Purtroppo per Assisi pensiamo che alla fine tutto si ricomporrà perché quando si parla di potere un accordo lo si trova, basta che ci sia abbastanza cibo per tutti nella greppia.

lunedì 14 settembre 2009

Una rimozione che piace ai picciotti




Intendiamo esprimere il nostro estremo disappunto per la rimozione della targa intitolata a Giuseppe Impastato detto Peppino, a cui, tra l'altro è dedicato il nostro Circolo del Partito della Rifondazione Comunista, dalla biblioteca del comune di Ponteranica in provincia di Bergamo.
Peppino è stato un eroe e un martire anti-mafia, universalmente riconosciuto al di là del colore politico.
E' una vergogna cancellare la memoria di cotanto sacrificio per il bene di tutti noi, compresa la gente del nord.
Non capiamo assolutamente come mai ciò deve essere fatto a discapito di un personaggio limpido come Peppino; l'unica spiegazione che ci diamo la ritroviamo in un anticomunismo cieco e antistorico, ad un approccio totalmente ideologico e privo di umanità.
Assisi è una città internazionalmente riconosciuta come capitale di alti valori etici e civili, intitolare un luogo o una via a Impastato darebbe ulteriore lustro e dimostrerebbe che anche un comune di destra sa apprezzare le persone di valore
Per tanto:

Al sindaco di Assisi Claudio Ricci

OGGETTO: INTESTAZIONE DI UN BENE E/O UNA STRADA ALLA MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO

Alla luce della rimozione della targa dedicata a Peppino Impastato dalla biblioteca di Ponteranica (BG) che ha suscitato l’indignazione di tutto il popolo italiano, riteniamo che sia doveroso dedicare qui ad Assisi una strada e/o un bene alla memoria di questo eroe siciliano, ucciso barbaramente dalla mafia il 9 maggio 1978.
In risposta al vile atto del sindaco leghista, in ottemperanza alla pratica già evasa dall’ex commissario straordinario Saverio Bonura.
CHIEDIAMO
alla S.V. di procedere all’intestazione di un bene e/o di una strada alla memoria di Peppino Impastato.
A chiederlo non sono soltanto il Partito della Rifondazione Comunista di Assisi, ma l’intero popolo italiano.
Certi che non nutrirà alcuna esitazione nel portare a termine questa pratica in tempi strettissimi, le porgiamo distinti saluti.

PRC Assisi Circolo “Peppino Impastato”
Chiediamo alla minoranza in Comune di Assisi di farsi carico di questa istanza di civiltà.